Era quasi analfabeta, da autodidatta imparò a leggere e a scrivere, umile, povero, semplice frate laico sulle orme di San Francesco d’Assisi, grande devoto del Sacramento dell’altare, al punto da essere chiamato il “teologo e il Serafino dell’Eucaristia”. È Pasquale Baylón, nato a Torrehermosa, allora Regno d’Aragona, da Martín e Isabel Jubera, il 16 maggio 1540. Era una famiglia povera e numerosa. Per questo, suo padre lo mandò, fin da piccolo, a pascolare le greggi. Approfittava della permanenza tra la natura per lodare Dio e cantare inni alla Vergine Maria.
San Patrizio, il cui vero nome era Maewyn Succat, nacque intorno al 385 in Scozia, figlio di un centurione romano proveniente dalla Gran Bretagna.
All'età di 16 anni, Maewyn fu rapito dai pirati e venduto come schiavo a un druido nell'attuale Ulster, in Irlanda. Durante i sei anni di schiavitù, lavorò come pastore per un capo clan irlandese, periodo in cui scoprì la religione cristiana e divenne un cristiano praticante.
Elisabetta, nata nel 1207 in Ungheria da famiglia reale e destinata al matrimonio con il sovrano di Turingia, visse negli stessi anni di Francesco d’Assisi. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione verso chi soffriva e versava nel bisogno, inclinazione che venne ulteriormente consolidata dal rapporto con i Frati Minori – in particolare con frate Rüdiger, suo primo consigliere spirituale, e poi con frate Conrad – i quali non fecero che orientare in senso evangelico un cuore già proteso verso i più fragili.
Una delle personalità più rilevanti dei primi tempi del cristianesimo è Sant’Ignazio di Antiochia, Vescovo vissuto nei primi decenni del II secolo e venerato come martire per la sua fede incrollabile. La tradizione afferma che fu scelto per guidare la comunità cristiana di Antiochia dallo stesso San Pietro. Celebre è il suo trasferimento forzato da Antiochia a Roma, durante il quale, prigioniero, scrisse sette lettere che oggi rappresentano una testimonianza preziosissima della fede dei primi cristiani.
San Roberto Bellarmino nacque, il 4 ottobre 1542, a Montepulciano. Proveniva da una famiglia numerosa, era il terzo di dodici figli, e sua madre era sorella del Cardinale Marcello Cervini, divenuto Papa Marcello II nel 1555, anche se il suo pontificato durò solo ventuno giorni.
Di Agapito si sa solamente che morì martire a Preneste (oggi Palestrina) e che il suo culto è documentato fin dai tempi antichi. Viene infatti citato in diversi libri liturgici, e a circa due chilometri da Palestrina sono visibili i resti di una Basilica a lui intitolata, insieme a un'iscrizione che riporta il suo nome. Durante il IX secolo furono erette numerose chiese in suo onore. È riconosciuto come Patrono della diocesi di Palestrina.
È stato uno dei primi pionieri della fede nelle Gallie, fondamento remoto della tradizione cristiana di tutta la regione. Gaziano o Graziano — conosciuto nelle fonti antiche come Catianus, Gatianus o Gratianus, e in Francia come Gatien de Tours — è ricordato come il primo annunciatore stabile del Vangelo nella città di Tours e come il fondatore della diocesi.
Guido di Pietro, conosciuto come Giovanni da Fiesole o meglio ancora come Beato Angelico, fu un frate domenicano con grande talento per la pittura.
Venne così chiamato per il grande messaggio di fede che pervade tutte le sue opere, per l’umiltà che lo caratterizzava e per il valore mistico che attribuiva alla luce.
Guido nacque a Vicchio di Mugello, nei dintorni di Firenze, tra il 1395 e il 1400.
Margherita d’Ungheria nacque nel 1242, probabilmente nel castello di Turóc, figlia del re Béla IV e della regina Maria, di origine bizantina. La sua nascita fu legata a un momento drammatico per il regno: l’Ungheria era stata devastata dall’invasione mongola e la famiglia reale si era rifugiata in Dalmazia. In quell’occasione i sovrani fecero voto che, se fosse nata una figlia, l’avrebbero consacrata a Dio come segno di riconoscenza per la liberazione del Paese.
“Il più grande imitatore di San Carlo fu San Gregorio Barbarigo a Padova, dove il Seminario per virtù sua divenne monumento ed attraverso tre secoli ancora vi rimane in aedificationem gentium”. Così, San Giovanni XXIII, nell’omelia per la canonizzazione di San Gregorio Barbarigo, il 26 maggio 1960, nella Basilica Lateranense.
San Bruno di Segni nacque tra il 1045 e il 1049 a Solero d’Asti (oggi in provincia di Alessandria) da famiglia modesta. Educato dai Benedettini, proseguì gli studi all’Università di Bologna, dove si specializzò nel trivio e quadrivio. Ordinato sacerdote, divenne canonico a Siena e scrisse testi di commento biblico.
Era chiamato il “frate Deo gratias”, perché così salutava la gente che incontrava. Per quaranta anni, infatti, girò per le strade di Roma per chiedere l’elemosina, approfittando per dare consigli spirituali a popolani e ad aristocratici. È San Felice Porro, conosciuto come Felice da Cantalice, per il nome della località, dove nacque in provincia di Rieti, nel 1515. Da piccolo si trasferì a Cittaducale, per servire in una famiglia come pastore e contadino. Si dedicò alla lettura delle Vite dei Padri e si rafforzò in lui il desiderio di condurre un’esistenza austera.
Cirillo nacque nel 315 circa a Gerusalemme o nei suoi pressi e ricevette una solida formazione letteraria, che divenne la base della sua preparazione ecclesiastica, focalizzata soprattutto sullo studio della Bibbia.
La figura di Sant’Oddone si inserisce nel vasto panorama del monachesimo medievale, quell’epoca in cui l’ideale benedettino si diffuse a tal punto da dare vita, in tutta Europa, a una fitta costellazione di monasteri.
Un medico, nato ad Antiochia da una famiglia pagana, preoccupato dei suoi malati di cui conosce la debolezza e spesso la miseria, fino al giorno in cui ascolta San Paolo parlare di Gesù. Da quel momento, Luca, abbraccia la fede e non abbandona più l’Apostolo, seguendolo fino al suo martirio a Roma nel 67.
Un semplice, umile e quasi analfabeta frate francescano, conosciuto per le sue esperienze mistiche, i suoi numerosi miracoli e, soprattutto, per le sue levitazioni da terra mentre pregava. È San Giuseppe da Copertino, nato il 17 giugno 1603 a Copertino, in Puglia. Nacque in una famiglia poverissima, in una stalla, e la sua infanzia fu segnata da difficoltà economiche e malattie. Aveva una scarsa istruzione: non sapeva quasi leggere e scrivere, e per questo fu rifiutato da diversi Ordini religiosi.
Instancabile apostolo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, fondatore della Congregazione di Gesù e Maria, conosciuta come Congregazione degli Eudisti. La sua vita è stata segnata da un'intensa attività missionaria e da una spiritualità profonda, che lo hanno reso una figura di rilievo nella storia della Chiesa del XVII secolo.
Anastasio, romano di nascita e figlio di un certo Massimo, portava un nome che in greco significa “risorto”. Venne eletto Pontefice alla fine del 399, dopo la morte di Papa Siricio, e rimase alla guida della Chiesa per appena due anni, fino al 19 dicembre 401.
Álvaro nacque a Zamora, in Spagna, intorno al 1360. Entrò nell’Ordine domenicano nel 1368 e ben presto si distinse per la sua intelligenza e santità di vita. Fu docente di teologia all’Università di Salamanca per molti anni. Fu stimato per la sua erudizione e per il suo insegnamento. In quel periodo, fu anche confessore del re Juan II di Castiglia e della regina sua madre. Svolse così un ruolo importante sia nella vita religiosa che in quella politica della Castiglia.
I Santi Mario, Marta, Audiface e Abaco sono ricordati dalla Chiesa cattolica come martiri dei primi secoli cristiani e la loro memoria liturgica cade il 19 gennaio. Le informazioni che li riguardano sono scarse e frammentarie e provengono principalmente da testi agiografici antichi, in particolare da una Passio di età tardoantica, rielaborata nei secoli successivi con intenti edificanti.
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