“Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: ‘Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo’ (Mt28,20)”.
Simmaco, originario della Sardegna, fu eletto Papa il 22 novembre 498, dopo la morte di Papa Anastasio II. Tuttavia, la sua elezione fu contestata da un gruppo romano favorevole ai bizantini, che elesse invece l’arciprete Lorenzo. Per risolvere la disputa, il re goto Teodorico convocò entrambi a Ravenna e stabilì che sarebbe stato riconosciuto come vero Papa chi aveva ricevuto più voti. Simmaco risultò il più votato e fu quindi confermato come Papa.
“La potenza di Dio ci crea, la sapienza ci governa, la misericordia ci salva”. Così ripeteva a chi incontrava fra Crispino da Viterbo. Semplice fratello laico dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, assegnato alla questua, al servizio dei malati e ad occuparsi dell’orto del convento, fra Crispino (Pietro) Fioretti nacque a Viterbo, il 13 novembre 1668. Suo padre, Ubaldo Fioretti, aveva sposato Marzia, già vedova con una figlia. Ben presto, Crispino rimase orfano di padre, e di lui si occupò suo zio Francesco, il quale lo mandò a frequentare la scuola retta dai Gesuiti. Crispino lavorava anche come apprendista calzolaio nella bottega dello zio.
San Giuseppe, padre adottivo di Gesù e sposo di Maria, è una figura centrale nella tradizione cristiana, per il ruolo nell’economia della salvezza e come modello di virtù. Sebbene si sappia poco di lui dalle fonti bibliche, la sua figura emerge principalmente nei Vangeli di Matteo e Luca.
Tra le figure più luminose del monastero di Helfta nel XIII secolo spicca Matilde di Hackeborn, donna di spiritualità straordinaria e voce singolare della mistica medievale. La sua compagna di comunità, Gertrude la Grande, nel sesto libro del Liber specialis gratiae — opera in cui vengono raccolte le manifestazioni divine ricevute da Matilde — confessa che quanto scritto rappresenta solo una piccola parte di ciò che la Santa visse.
La figura del Cristo sofferente ha rappresentato il fulcro silenzioso ma potente della sua esistenza spirituale, la forza interiore del suo zelo apostolico e la scintilla da cui è nata la missione della comunità religiosa che ha fondato. Non c’è dubbio che Paolo della Croce sia il Santo della Passione di Gesù Cristo.
San Gennaro visse nel III secolo e nacque probabilmente a Napoli. Fu eletto Vescovo di Benevento e svolse con zelo il suo ministero, guadagnandosi la stima, sia dei cristiani che dei pagani, per la sua carità e il suo comportamento esemplare.
Pierre-Julien Eymard nasce il 4 febbraio 1811 a La Mure (Isère), in una famiglia cristiana e modesta. Fin da giovane mostra una forte devozione al Santissimo Sacramento e desidera diventare sacerdote, ma il padre inizialmente si oppone. Trova conforto spirituale a Notre-Dame du Laus e, pur lavorando nel laboratorio paterno, studia il latino di nascosto. Dopo la morte del padre nel 1831, entra nel seminario di Grenoble e viene ordinato sacerdote nel 1834.
È conosciuto come un grande taumaturgo. In effetti, la sua vita è costellata di prodigi, che compiva, soprattutto, a favore dei poveri e degli oppressi, divenendo loro difensore. È San Francesco di Paola, dal nome della località calabrese dove nacque, il 27 marzo 1416, da una famiglia cattolica di proprietari terrieri. Fin da piccolo, la presenza di Dio irruppe nella sua vita. Avanti negli anni, i suoi genitori ricorsero all’intercessione di San Francesco d'Assisi per avere dei figli. Quando nacque il loro primogenito, in segno di gratitudine al Santo, lo chiamarono Francesco.
La vicenda di Santa Bibiana, come accade per molti martiri dei primi secoli, emerge più dalla tradizione che da fonti storiche certe. Una delle prime tracce documentarie compare nel Liber Pontificalis, dove si ricorda che Papa Simplicio fece erigere una basilica dedicata alla giovane martire, collocata presso il Palatium Lucianum e destinata ad accogliere le sue reliquie. Questa chiesa è tuttora presente a Roma, non lontano dalla stazione Termini.
La Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo il Natale. Questa festa è meglio conosciuta con il titolo di Candelora o festa della luce, perché è illuminata dal versetto del Vangelo di Luca (2, 22-40), in cui Simeone profetizza che Gesù è “Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.
Nel IV secolo, in una Cappadocia attraversata da profonde tensioni dottrinali e politiche, emerse la figura di Basilio, destinata a lasciare un’impronta duratura nella vita della Chiesa. Nato, nel 329, a Cesarea in un ambiente colto e profondamente cristiano, ricevette fin dall’infanzia un’educazione in cui la fede e la cultura classica non apparivano come realtà opposte, ma come strumenti complementari al servizio della verità.
Un Vescovo solo contro tutti, compreso l’imperatore, nella difesa del Credo niceno-costantinopolitano, senza temere esili, emarginazione, persecuzione. È Sant’Atanasio, strenuo difensore dell’ortodossia della fede davanti all’eresia ariana.
Nato nei pressi di Alessandria, in Egitto, verso il 298, compì gli studi in letteratura greca e in filosofia. Entrò molto giovane al servizio della Chiesa, dove per sei anni fu lettore. Ordinato diacono, il Patriarca Alessandro lo nominò suo segretario personale.
Un Evêque seul contre tous, y compris contre l’empereur, dans la défense du Credo de Nicée-Constantinople, sans craindre l’exil, la marginalisation ou la persécution. Tel est saint Athanase, ardent défenseur de l’orthodoxie de la foi face à l’hérésie arienne.
Né aux environs d’Alexandrie, en Égypte, vers l’an 298, il suivit des études de littérature grecque et de philosophie. Très jeune, il entra au service de l’Église, où il fut lecteur pendant six ans. Ordonné diacre, le patriarche Alexandre le nomma son secrétaire personnel.
Agnese di Boemia nacque a Praga nel 1211 dal re Přemysl Otakar I e dalla regina Costanza d’Ungheria. Suo fratello salì al trono di Boemia con il nome di Venceslao I.
All’età di tre anni, per ricevere un’educazione degna del suo rango, venne inviata nel monastero cistercense di Třebnice, dove viveva sua zia Santa Edvige. Fu lei che la accompagnò alla conoscenza di Cristo e alla preghiera.
Gli ultimi giorni di ottobre e i primi di novembre sono da sempre considerati un periodo speciale per commemorare i defunti. Una delle antiche credenze che spiegano questa scelta è che il Diluvio Universale – secondo la tradizione – sarebbe avvenuto proprio in questo periodo dell’anno, rendendolo simbolicamente legato alla morte e al ricordo.
Nella Bibbia la presenza degli angeli è costante e attraversa la storia della salvezza. Molti episodi fanno riferimento alla loro azione e al loro ruolo di strumenti e messaggeri di Dio. Basti ricordare, nell’Antico Testamento, la lotta di Giacobbe con l’angelo, dal quale riceve il nome di Israele (Gen 32, 25-29), e la scala, da lui sognata, che da terra toccando il Cielo, veniva discesa e salita da schiere di angeli (Gen 28, 12). Ma anche l’angelo che incontra la schiava Agar e le annuncia la nascita d’Ismaele (Gen 16, 7ss); oppure l’angelo che precede il popolo d’Israele nel suo peregrinare nel deserto (Es 14, 19). E ancora i due angeli che condussero Lot e la sua famiglia fuori da Sodoma (Gen 19, 1ss), o l’intervento dell’angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare il figlio Isacco (Gen 22, 11-13). O, ancora, Daniele, che fu salvato dalle fiamme della fornace da un angelo (Dn 3, 49), o l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto (1Re 19,5-10).
San Zenone è ricordato come martire della fede cristiana, vittima delle persecuzioni contro i cristiani che avvennero nell’antica città di Nicomedia, una delle principali metropoli dell’Impero Romano d’Oriente, situata nell’attuale territorio della Turchia.
“Se i flutti dell'orgoglio, dell'ambizione, della calunnia e dell'invidia ti spingono di qua e di là, guarda la stella, invoca Maria! Se l'ira, l'avarizia, gli incettivi sessuali squassano la navicella della tua anima, volgi il pensiero a Maria!
San Domenico Manso, soprannominato de Silos, a causa della sua lunga permanenza nel monastero che da lui prese il nome, nacque intorno all’anno Mille nel piccolo borgo riojano di Cañas, in Spagna.
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