Nel periodo medievale, il termine mercede indicava una forma concreta di compassione, rivolta soprattutto verso coloro che vivevano ai margini della società: in particolare, i cristiani tenuti prigionieri. A questa causa si dedicarono con fervore San Pietro Nolasco e i suoi discepoli, i quali fondarono una comunità religiosa impegnata nella liberazione dei prigionieri cristiani in pericolo di perdere la fede. Per questo motivo, furono chiamati frati della Mercede e i loro conventi presero il nome di “case della Mercede”. Profondamente legati alla figura della Vergine Maria, ritenuta ispiratrice della loro missione, essi le attribuirono il titolo di “Madonna della Mercede” o “della Misericordia”.
È conosciuto come un re giusto e prudente, tanto da meritare il soprannome di “prud’homme” (uomo saggio). Fu anche un riformatore delle istituzioni e si impegnò spesso nel ruolo di mediatore nei conflitti internazionali. È Luigi IX, re di Francia.
Ciò che sappiamo dell’evangelista Marco ci è giunto attraverso gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di Pietro e Paolo. Non faceva parte del primo gruppo degli Apostoli, ma fu discepolo prima di Paolo e poi di Pietro. Alcuni autori lo considerano essere il giovane, figlio della vedova Maria, che seguì Gesù dopo il suo arresto nel Getsemani.
La nascita al mondo di Gesù, pur non essendo databile con precisione né nell’anno né nel giorno, era già onorata come ricorrenza sia nelle comunità cristiane orientali sia in quelle occidentali all’inizio del IV secolo.
Valpurga (Valburga) nacque intorno all’anno 710 nel Wessex, nell’Inghilterra meridionale. Proveniva da una nobile famiglia anglosassone. Ricevette la sua educazione in un monastero, forse a Wimborne. Come i suoi fratelli, San Villibaldo (700–787), primo Vescovo di Eichstätt, e San Vunibaldo (701–761), abate del monastero benedettino di Heidenheim/Hahnenkamm, e come il suo parente San Bonifacio, nell’VIII secolo si recò in Germania per annunciare il messaggio cristiano. La sua azione fu determinante nell’organizzazione della vita monastica femminile nei paesi di lingua germanica.
La Chiesa celebra il 25 gennaio la conversione di San Paolo sulla strada di Damasco, una delle più potenti manifestazioni della grazia divina, che trasformò Saulo, il feroce persecutore dei cristiani, in Apostolo delle nazioni. L'evento è raccontato negli Atti degli Apostoli.
La festa liturgica della Conversione, che appare già nel VI secolo, è propria della Chiesa latina. L'Apostolo per eccellenza scrisse di sé stesso: “Io ho lavorato più di tutti gli altri apostoli”, ma anche: “io sono il minimo fra gli apostoli, un aborto, indegno anche d'essere chiamato apostolo”.
Pellegrino, fondatore dell’Abbazia di Montevergine e della Congregazione benedettina verginiana strettamente legata al cenobio. È Guglielmo da Vercelli o da Montevergine. Nato a Vercelli, intorno al 1085, in una nobile famiglia, a soli 14 anni, iniziò a peregrinare per l’Europa.
La scena ci è ben nota. Dio propone e attende una risposta. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 26-38)
Maria diventa la Madre di Dio e del Salvatore prima di diventare, ai piedi della croce, la Madre della Chiesa. Questa ricorrenza è prima di tutto la festa dell’Incarnazione, poiché Dio inizia in Maria la sua vita umana che porterà questo piccolo embrione fino alla Croce e alla Risurrezione, fino alla gloria di Dio.
Secondo la tradizione, Caterina sarebbe stata una giovane donna di nobile origine ad Alessandria d’Egitto, nota per la sua bellezza e per l’elevata cultura.
Carlo Gnocchi nacque il 25 ottobre 1902 a San Colombano al Lambro, un piccolo centro del lodigiano. Terzo figlio di Enrico, un artigiano del marmo, e di Clementina, sarta, crebbe in una famiglia modesta segnata da una precoce sofferenza: il padre morì quando lui aveva appena cinque anni, e non molto tempo dopo anche i suoi due fratelli, Mario e Andrea, furono portati via dalla tubercolosi. La madre, rimasta sola, si trasferì con il piccolo Carlo a Milano, dove cercò di ricostruire un futuro per entrambi.
Nel contesto dei primi secoli del cristianesimo, in un’epoca dominata dall’Impero romano e segnata da gravi persecuzioni contro i discepoli di Cristo, emerge la figura di San Firmino, venerato come Vescovo e martire. La sua memoria è particolarmente radicata in Spagna e in Francia, dove il suo esempio ha alimentato la fede di intere generazioni. La narrazione della sua vita si colloca tra tradizione e realtà storica, delineando il ritratto di un uomo tenace, animato da una fede incrollabile e da un profondo spirito missionario.
“Il nuovo Beato ha vissuto così: nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine. Egli ha incarnato la povertà del discepolo, che non è solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria”. Così Papa Francesco, domenica 4 settembre 2022, in Piazza San Pietro, durante la beatificazione di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani.
Secondo gli Atti del suo martirio, Alessandro era un comandante di centuria appartenente alla legione Tebea, un reparto militare formato da soldati cristiani. Quando la legione fu trasferita in Occidente per affrontare le incursioni dei Quadi e dei Marcomanni, durante l’attraversamento della regione del Vallese ricevette l’ordine di perseguire i cristiani, su cui si era abbattuta una nuova ondata di persecuzioni. I soldati cristiani, rifiutandosi di obbedire, furono massacrati. Alessandro fu uno dei pochi sopravvissuti e riuscì a fuggire in Italia.
“Solo Dio”: era il motto di Rafael Arnáiz Barón. E ancora: “Dall’amore di Dio viene tutto”. Era un giovane che pose al primo posto il Signore e ne fece la ragione della sua breve vita.
Di Stefano, noto come il primo martire della Chiesa, conosciamo soprattutto gli istanti finali della sua vita, narrati negli Atti degli Apostoli. Le informazioni sulle sue origini sono incerte: alcuni ritengono che fosse di cultura greca, altri lo considerano ebreo con forti contatti con l’ambiente ellenistico.
Alessandro, destinato a diventare guida della Chiesa di Alessandria, nacque nel 250 e, nel 313, assunse la responsabilità del patriarcato in un momento storico decisivo. Il cristianesimo usciva proprio allora dalla clandestinità grazie ai provvedimenti imperiali che ne garantivano la libertà. Il nuovo clima di pace, tuttavia, non sminuì le tensioni interne. Tra i problemi più delicati, il reinserimento dei fedeli che, durante le persecuzioni, avevano rinnegato la propria fede. Alessandro affrontò la questione con equilibrio, evitando posizioni estreme e cercando una via di riconciliazione tra rigidità e misericordia.
Il giorno successivo alla conversione di San Paolo, le Chiese d’Occidente ricordano con particolare attenzione due suoi stretti collaboratori: Timoteo e Tito, figure chiave della missione apostolica e primi Vescovi della Chiesa.
È considerato “il Santo dell’ordinario”, perché insegnava che anche le azioni semplici della vita quotidiana possono portare alla santità. È Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell’Opus Dei. Nato, il 9 gennaio 1902, a Barbastro, in Spagna, ricevette una profonda educazione cristiana.
Nei Vangeli, Maria è presentata come una giovane di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, la cui genealogia viene dettagliatamente tracciata per dimostrare la discendenza davidica di Gesù. Tuttavia, non troviamo alcun riferimento diretto alla famiglia di Maria, probabilmente anch’essa residente a Nazaret.
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
Pagina 11 di 18