Trovò la forza di perdonare l’assassino di suo fratello, nonostante questo gesto gli provocò grandi contrasti con la sua famiglia. Suo padre, in particolare, non accettò mai questa sua scelta, e proprio per questo motivo Giovanni Gualberto decise di entrare nel monastero benedettino di San Miniato a Firenze.
Il “pancrazio” era uno sport che si praticava nelle Olimpiadi dell’antica Grecia. Gli atleti si dovevano cimentare in un misto di pugilato e di lotta corpo a corpo, senza esclusione di colpi. Erano proibiti solo il morso e l’accecamento.
San Luigi nacque, il 23 giugno 1872, a Pontecurone (Alessandria) da famiglia di modeste condizioni economiche. Iniziò a frequentare l’oratorio di Don Bosco a Valdocco, dove apprese l’amore per i giovani e la sollecitazione per il loro futuro. A Torino, rimase colpito dall’opera di carità fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo.
È conosciuto soprattutto per la sua umiltà, la carità verso i poveri e la sua dedizione agli ammalati e agli emarginati. Fin da vivo era considerato Santo per i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Si tratta di San Diego d’Alcalá, nato intorno al 1400 a San Nicolás del Puerto, nella regione di Siviglia, in Andalusia (Spagna). Fin da giovane sentì una forte chiamata a una vita solitaria, dedicata alla preghiera e al lavoro umile. Entrato nell’Ordine dei Frati Minori (Francescani), si dedicò con umiltà ai più modesti servizi all’interno della comunità religiosa.
Con la sua vita ha mostrato che la santità non è riservata solo a sacerdoti o religiosi, ma può essere vissuta da chiunque, anche tra i banchi di scuola, in famiglia o davanti a uno schermo. È stato capace di parlare di Dio ai suoi coetanei con il linguaggio della tecnologia, della passione e dell’amicizia. La sua coerenza tra fede e vita quotidiana, la sua disponibilità a fare del bene, la sua fede radicata nell’Eucaristia e nella Vergine Maria lo rendono un modello per i giovani del nostro tempo.
La memoria del Santissimo Nome della Beata Vergine Maria è nata in Spagna nel XVI secolo e, in seguito, è stata estesa a tutta la Chiesa da Papa Innocenzo XI nel 1683. Il Papa volle ringraziare la Vergine per la vittoria sull’esercito ottomano durante l’assedio di Vienna, grazie anche all’intervento del re di Polonia Jan Sobieski. Questa vittoria fu vista come un segno della protezione materna di Maria sulla cristianità.
Una vita breve, ordinaria, protesa all’unione con Dio nella consacrazione religiosa alla scuola di Sant’Ignazio di Loyola. Un giovane allegro, che fin da piccolo volle servire il Signore più da vicino e che realizzò la sua vocazione raggiungendo il traguardo della santità in pochi anni.
Nacque cieca e malforme, ma divenne un faro luminoso per irradiare la carità di Cristo in chi veniva a contatto con lei. È Margherita da Città di Castello che, abbandonata dagli uomini, trovò nella piena fiducia nella Provvidenza la forza di vivere le avversità e di glorificare il Signore.
Testimone di Cristo fino all’estremo sacrificio della vita, è un esempio di coerenza per quanti rifiutano di assoggettarsi ai potenti del momento e alle ideologie imperanti. È Lucia, la Santa della luce e della carità, amata dai ragazzi e dalle ragazze di molti Paesi europei. Nella notte del 13 dicembre, cortei di giovani illuminano il buio con le loro candele, attraversando paesi e città, per ricordare una loro coetanea che ha dato la vita per rimanere fedele alla Luce vera: Cristo. Questa tradizione, ancora viva, soprattutto nel Nord Europa, vuole ricordare la grande carità di Lucia. Infatti, non solo il suo nome deriva dalla parola latina lux, che significa luce, ma è legato a un gesto di coraggio e generosità di questa fanciulla. Si narra che per portare cibo e aiuti ai cristiani, che si rifugiavano nelle catacombe, si fosse messa sulla testa alcune candele per illuminare i bui cunicoli, in modo di avere le mani libere per servire.
La vita di Cristina da Spoleto cambiò radicalmente, quando, attorno alla metà del Quattrocento, scelse di rompere con il passato. In età giovanissima, probabilmente poco dopo il 1450, lasciò la famiglia per ricevere l’abito delle Agostiniane secolari. Fino a quel momento, si sapeva ben poco di questa giovane, che si chiamava Cristina e voleva seguire Cristo senza riserve. Da allora la sua esistenza fu caratterizzata da continui spostamenti, senza dimora stabile, alla ricerca di Dio.
Nato in una nobile e ricca famiglia pagana di Poitiers, in Aquitania, verso il 310, poté ricevere un’istruzione degna del suo rango. Fin da giovane si sentì sollecitato a cercare la verità e. al termine della sua ricerca, si convertì al Cristianesimo. Aveva trent’anni quando venne battezzato. La lettura del Vangelo di Giovanni fu per lui un’occasione per trovare risposta ai suoi interrogativi. Nell’introduzione al suo celebre trattato sulla Trinità (De Trinitate), descrisse la sua esperienza personale e sottolineò le tappe che un pagano compie per giungere alla conoscenza di Dio.
Un nobile portoghese che, rinunciando alle ricchezze e agli onori, scelse di entrare tra i canonici agostiniani. Colpito, poi, dalla testimonianza dei cinque protomartiri Francescani, divenne discepolo del Poverello, al servizio della Parola con la predicazione. È Sant’Antonio di Padova, che nacque a Lisbona intorno al 1195, da genitori nobili e venne battezzato con il nome di Fernando. Trascorse i primi anni di formazione sotto la guida dei canonici della Cattedrale.
Esempio di rettitudine e di giustizia nel governo di un impero. È quello offerto da Sant’Enrico, Imperatore del Sacro Romano Impero. In un momento non facile per la storia del Continente europeo, riuscì a vivere i principi del Vangelo nell’esercizio del potere.
Era il 13 maggio 1917, quando la Madonna apparve a tre bambini: i fratelli Francesco, di 9 anni, Giacinta Marto, di 7 anni, e la loro cugina, Lucia dos Santos, di 10 anni. L’apparizione avvenne a Cova da Iria, località nei pressi di Fatima e fu la prima di una serie. Infatti, ogni 13 del mese, da maggio a ottobre, la Vergine si manifestò ai tre pastorelli, affidando loro un messaggio.
Fu accolto direttamente, nel 1212, da San Francesco d’Assisi tra i Frati Minori, il quale gli affidò l’incarico di aprire conventi a Parigi e in Inghilterra. È il Beato Agnello, nato a Pisa, nel 1194.
Artemide Zatti nacque a Boretto, nella provincia di Reggio Emilia, il 12 ottobre 1880. Fin da piccolo dovette confrontarsi con le difficoltà della vita, al punto che a soli nove anni lavorava come bracciante per guadagnarsi da vivere. A causa della povertà, la sua famiglia emigrò nel 1897 in Argentina, stabilendosi a Bahía Blanca. Qui Artemide iniziò a frequentare la parrocchia guidata dai Salesiani, dove trovò in don Carlo Cavalli, un sacerdote di grande fede e bontà, il suo punto di riferimento spirituale. Fu proprio lui a indirizzarlo verso la vocazione salesiana, che Artemide abbracciò a 20 anni entrando nell’aspirantato di Bernal.
Sant’Edoardo il Confessore, venerato patrono della monarchia inglese, nacque intorno all’anno 1002 a Islip, nei pressi di Oxford. Figlio del re anglosassone Etelredo II e della normanna Emma, sorella del duca Riccardo II di Normandia, trascorse gran parte della sua giovinezza in esilio alla corte normanna, dove trovò rifugio a seguito dell’invasione danese del 1013. Rimase in Normandia per circa 25 anni, sviluppando una profonda spiritualità e un forte attaccamento alla fede cristiana.
“Gloria a Dio, in ogni cosa”: con queste parole, il 14 settembre 407, concludeva il suo pellegrinaggio terreno San Giovanni Crisostomo, “Bocca d’oro”, così chiamato per l’arte oratoria e la sua eloquenza. Nato ad Antiochia in un anno compreso tra il 344 e il 354, si dedicò agli studi di retorica e delle lettere sotto la direzione del celebre Libanio. Terminati gli studi, si lasciò affascinare dal mondo e si appassionò al teatro e alle discussioni. Poco dopo, però, si preparò al battesimo e lo ricevette in una domenica di Pasqua di un anno imprecisato. Frequentò, quindi, il circolo di Diodoro, una sorta di seminario in cui si potevano fare studi teologici. In quel periodo, si appassionò all’esegesi delle Sacre Scritture e imparò il metodo storico-letterario della scuola di Antiochia. Trascorse quindi sei anni di vita eremitica, prima sul colle Silpio, vicino ad Antiochia, e poi in una caverna in solitudine e penitenza.
Discepolo di San Francesco d’Assisi, dedicò tutto se stesso all’Immacolata, e fu fedele a Cristo fino alla fine, offrendo la sua vita per salvare un condannato a morte nel campo di sterminio di Auschwitz.
Pattinava sul ghiaccio, quando dopo una brutta caduta, rimase paralizzata per sempre. Aveva 15 anni, nel 1395, Liduina, quando fu costretta per 38 anni all’immobilità nel letto a causa di questo incidente. Era nata, il 18 marzo 1380, a Schiedam, nei Paesi Bassi, da una modesta famiglia. Suo padre era una guardia notturna.
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