“Dio umilia grandemente l’anima per innalzarla poi molto”: così si esprimeva San Giovanni della Croce, riformatore, insieme con Santa Teresa d’Ávila, dell’Ordine del Carmelo. È considerato uno dei più importanti poeti della letteratura spagnola. Le sue più grandi opere sono: Salita del Monte Carmelo, Notte oscura, Cantico spirituale e Fiamma viva d’amore.3
Sono famosi per essere gli evangelizzatori dei popoli slavi, per i quali crearono un alfabeto vicino e comprensibile a larga parte della popolazione per trasmettere loro la conoscenza delle Scritture. Sono Cirillo e Metodio, due fratelli di Tessalonica, attuale Salonicco, in Grecia, allora Impero bizantino. Metodio nacque nell’825 circa, due anni dopo fu la volta di Cirillo, il quale si chiamava Costantino, ma cambiò il nome con cui è passato alla storia, quando sul letto di morte, prese l'abito monastico.
Esempio di fedeltà, umiltà e testimonianza cristiana vissuta fino alle estreme conseguenze, pur senza il martirio del sangue. La figura di Felice di Nola ci è nota quasi esclusivamente grazie ai componimenti poetici di San Paolino di Nola, che tra la fine del IV e l’inizio del V secolo mise per iscritto tradizioni orali ancora vive nel territorio nolano. Questi carmi rappresentano la più antica testimonianza storica sulla vita del santo, la cui memoria è rimasta fortemente radicata nel cristianesimo dell’Italia meridionale.
Eliseo è ancora oggi un nome diffuso tra le famiglie cristiane africane. Deriva dall’ebraico e significa “Dio è Signore” (El-Yah). Nella Bibbia, Eliseo è presentato come un profeta vissuto nell’VIII secolo a.C., discepolo del grande profeta Elia. La sua chiamata viene raccontata nel primo libro dei Re, capitolo 19:
Quando ancora i malati erano accuditi da condannati o da mercenari incompetenti, Camillo de Lellis cambiò radicalmente la prospettiva dell’assistenza. Non più un’imposizione, quasi come per espiare una condanna, o per mera fonte di guadagno, ma un atto di amore e di compassione verso chi soffre, vedendo nei malati un riflesso del Volto di Cristo da servire e da amare.
Nel libro degli Atti degli Apostoli (1,15-26) si narra che, nei giorni seguenti l’Ascensione del Signore, l’Apostolo Pietro propose all’assemblea dei 120 fratelli, di scegliere uno tra loro per prendere il posto del traditore Giuda Iscariota.
Fu una regina esemplare, di grande pietà e carità. È Santa Matilde di Germania, o di Ringelheim. Nacque a Enger in Vestfalia, nell’895 circa, da una famiglia di antica nobiltà. Suo padre era il conte sassone di Vestfalia, Teodorico di Ringelheim e sua madre Rinilde di Frisia.
Un modello di coraggio, santità e impegno verso la giustizia e l’unità. È quello offerto da Lorenzo O’Toole (Lorcan Ua Tuathail), nato a Castledermot, nella contea di Kildare, nel 1128 in una famiglia nobile irlandese.
Callisto, figura complessa e discussa della Chiesa dei primi secoli, nacque a Roma nella seconda metà del II secolo, da una famiglia cristiana, in stato servile. Ancora giovane, fu schiavo al servizio di un ricco cristiano di nome Carpoforo, legato alla corte imperiale. Grazie al suo spirito intraprendente e a una certa abilità negli affari, Callisto fu incaricato di gestire un’attività finanziaria che operava come deposito e cambio, frequentata per lo più da correligionari. Tuttavia, la sua carriera si incrinò a causa di operazioni speculative sbagliate che lo condussero al dissesto economico.
“Di null’altro mai ci glorieremo se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore: egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione. Per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati” (Gal 6,14). Così l’Antifona d’ingresso alla celebrazione dell’Esaltazione della Santa Croce. Questa festa, che celebra la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, accomuna Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa. Quest’ultima attribuisce molta importanza a questa ricorrenza, quasi al pari della Pasqua. L’origine della festività si può rintracciare nel culto delle prime comunità cristiane di Gerusalemme, quando il Venerdì Santo si adorava solennemente la Santa Croce.
“Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Il 15 agosto la Chiesa celebra l’Assunzione della Vergine Maria, cioè il momento in cui Maria è stata accolta in cielo, anima e corpo, da Dio. Per i cristiani, Maria è la prima creatura umana a entrare nella gloria eterna di Dio in modo pieno, senza subire la corruzione del corpo dopo la morte.
Tanti sono i miracoli attribuiti a San Pietro, ma uno è veramente particolare. Coinvolge un altro Santo, o meglio, l’Apostolo invita una fanciulla paralitica che si rivolge alla sua intercessione, ad andare a cercare Abbondio se avesse voluto guarire.
Il 15 dicembre la tradizione liturgica ricorda San Valeriano, Vescovo della comunità di Avensano — un’antica diocesi dell’Africa Proconsolare, corrispondente all’odierna area archeologica di Bordj-Hamdouna (Tunisia), già nell’arcidiocesi di Cartagine.
Angelo Scarpetti nacque tra il 1230 e il 1240, con ogni probabilità a Sansepolcro, città nella quale visse e morì. Secondo la tradizione consolidata, nel 1254 entrò nel convento di Sansepolcro, appartenente ai Giamboniti, che seguivano la Regola di Sant’Agostino. Questo ambiente fu coinvolto nel grande processo di unificazione dei movimenti eremitici promosso da Alessandro IV che, nel 1256, portò alla fondazione dell’Ordine degli eremiti di Sant’Agostino.
Mauro, figlio del patrizio romano Eutichio, entrò giovanissimo nell’ambiente monastico quando il padre lo affidò a San Benedetto, che in quel periodo stava dando forma alla sua esperienza comunitaria a Subiaco. Insieme a lui fu accolto anche Placido, figlio di un altro nobile, Tertullo. I due ragazzi, distinti per docilità e bontà d’animo, divennero presto particolarmente cari al fondatore del monachesimo occidentale; Mauro, più grande d’età, assunse ben presto un ruolo di fiducia accanto al maestro.
È conosciuto per aver fondato i celebri ospizi sui valichi alpini del Gran San Bernardo e del Piccolo San Bernardo, che da lui presero il nome, per sovvenire ai bisogni dei viaggiatori delle Alpi. Posti rispettivamente a un’altitudine di 2.469 metri e di 2.188 metri, questi rifugi offrivano protezione, assistenza medica e sostegno spirituale ai pellegrini e ai viaggiatori in difficoltà. In breve tempo, gli ospizi divennero un simbolo di carità cristiana e di dedizione al prossimo.
San Bonaventura nacque intorno al 1217 a Bagnoregio, nel Lazio. Il suo nome di battesimo era Giovanni, come quello del padre, Giovanni Fidanza. Sappiamo poco della sua infanzia, tranne che fu guarito da una grave malattia grazie all’intercessione di San Francesco d’Assisi, come lui stesso racconta nel prologo della Legenda maior sancti Francisci.
Era un umile agricoltore, poverissimo, che non si risparmiava fatiche e sacrifici per portare a casa un pezzo di pane da mangiare. Aveva, però, scoperto Cristo e tutto il resto gli sembrava niente in confronto all’amicizia con Lui. Si chiamava Isidoro. Era nato nel 1080 circa, a Madrid, che all’epoca non era la capitale della Spagna, ma solo una città come altre.
Madre, vedova, insegnante, assistente sociale, infermiera e fondatrice: Luisa de Marillac racchiude tutti gli stati di vita di una donna.
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