Custodire l’umano: sfide e responsabilità dell’Università al tempo di Magnifica Humanitas
“Oggi il compito ultimo della missione educativa è quello di saper integrare le possibilità offerte dalla tecnologia in un cammino di sapienza, che si estenda alle tre dimensioni dell’esistenza, formando giovani capaci di vivere nell’era digitale in modo umano, e animati da una libertà che sappia esprimersi realmente nella sua magnifica bellezza: orientata dalla ricerca di Dio, dalla responsabilità nei confronti degli altri, e dal rispetto per l’ambiente circostante”. Così Sr. Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, nella Prolusione sul tema “La cura dell’umano. Sfide e responsabilità dell’università al tempo di Magnifica Humanitas”, in occasione dell’inaugurazione del 57° Anno accademico della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”.
L’evento si è svolto, mercoledì mattina, 5 novembre, nella sede romana della Facoltà, frequentata da allievi, allieve, religiosi e laici, provenienti da 67 Paesi. x
Nel suo intervento, Sr. Petrini ha fatto notare come “nell’era della transizione digitale, la pratica della cura nel servizio educativo dell’Università è una pratica attenta in primis al rispetto della dignità della persona nella sua natura corporea e spirituale, aperta alla sua origine trascendente”.
Il Presidente ha sottolineato che nell’era della transizione digitale “nel servizio educativo dell’Università, la pratica della cura è una pratica attenta in primis al rispetto della dignità della persona nella sua natura corporea e spirituale, aperta alla sua origine trascendente”.
Scommettere ancora sull’educazione in un mondo digitale, da considerare secondo Papa Leone XIV, come “un nuovo continente da evangelizzare”, con l’atteggiamento degli “artigiani dell’educare, disponibili a un lavoro quotidiano, paziente, sostenuto da alleanze educative ampie e condivise”. Lo ha detto, nella sua relazione, Sr. Piera Ruffinatto, Preside della Facoltà, indicando questa come la prima di quattro sfide. La seconda è l’impegno “nello studio e nella ricerca, dove la sfida dell’integrazione dei saperi ci chiama così ad allenarci - e ad allenare i nostri studenti - sia alla capacità di collegare e fondere le conoscenze per leggere la complessità, sia alle tecniche per la verifica dei fatti”. La terza è la necessità del mettersi insieme, coordinare gli sforzi per ricostruire, perché “la città rinasca non per l’iniziativa di una singola persona, ma attraverso la responsabilità di tutto il popolo”. Quindi, “l’ultima sfida è un cammino che ha una tappa significativa proprio nel 2027: il 150° anniversario dello scritto di don Bosco sul Sistema preventivo”.
Infine, Sr. Chiara Cazzuola, Gran Cancelliere della Facoltà e Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha ufficialmente dichiarato aperto l’Anno accademico 2026-2027, incoraggiando docenti e studenti ad “offrire il proprio contributo riaffermando la scelta di ‘esserci’ tra sfide e interpellanze per formare professionisti dell’educazione competenti: oggi e domani”, riscoprendo come “custodire l’umano, come riaffermare la responsabilità e il valore dell’educazione, della conoscenza e del bene comune”.
