Nell’ambito della visita ad limina Apostolorum della Conferenza Episcopale ungherese, giovedì mattina, 5 novembre, si è svolta nei Giardini Vaticani l’inaugurazione e la benedizione del mosaico della Magna Domina Hungarorum, la Patrona dell’Ungheria.
È stato l’Arcivescovo Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a benedire il mosaico e a tenere un discorso di benvenuto.
Alla cerimonia sono intervenuti il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Monsignor János Székely, Vescovo di Szombathely e Presidente della Conferenza Episcopale ungherese, Monsignor György Udvardy, Arcivescovo di Veszprém e Vicepresidente della stessa Conferenza Episcopale, il dottor István Czeti, Sottosegretario di Stato aggiunto, con delega per gli Affari Ecclesiastici, S.E. il Signor Péter Kveck, Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, Monsignor András Törő, Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese, i Vescovi in visita ad limina Apostolorum e i sacerdoti, religiosi, religiose e laici ungheresi residenti a Roma.
La devozione degli ungheresi verso la Vergine Maria è antichissima. È venerata come Beata Regina (Boldogasszony), oppure Grande Signora (Magna Domina – Nagyasszony), fin dall’XI secolo. Nella Leggenda del martire San Gerardo si fa riferimento alla tradizione dei fedeli che, per rispetto non pronunciavano mai il nome di Maria, ma la chiamavano con il titolo onorifico con cui si rivolgevano alla regina.
La Vergine venne proclamata Patrona dell’Ungheria da Leone XIII, nel 1896, accogliendo la richiesta della Conferenza Episcopale ungherese. Il Papa concesse una festa liturgica propria alla Vergine Maria Magna Domina Hungarorum, che venne fissata, in un primo momento, alla seconda domenica di ottobre. San Pio X nel 1910 la spostò all’8 ottobre.
Di seguito il discorso del Segretario Generale:
Rivolgo un cordiale saluto a
Sua Eminenza il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo Metropolita di Esztergom-Budapest
a Sua Eccellenza Monsignor János Székely, Vescovo di Szombathely e Presidente della Conferenza Episcopale Ungherese
a Sua Eccellenza Monsignor Mons. György Udvardy, Arcivescovo di Veszprém e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Ungherese
al Dottor István Czeti, Sottosegretario di Stato aggiunto, con delega per gli Affari Ecclesiastici
a Sua Eccellenza Signor Péter Kveck, Ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede
a Monsignor András Törő, Rettore del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese,
a tutti i Vescovi in visita ad limina Apostolorum
agli Ambasciatori e Rappresentanti del corpo diplomatico
alle Autorità e a tutti i presenti
Siamo riuniti per rinsaldare il profondo e storico legame tra il popolo ungherese e il Successore di Pietro, attraverso l’inaugurazione e la benedizione del mosaico dedicato alla Magna Domina Hungarorum, nei Giardini Vaticani.
Un vincolo che risale ai primi tempi dell’evangelizzazione dell’Ungheria, all’opera del Re Santo Stefano I, e allo zelo dei Pontefici per il vostro popolo, che da più di mille anni ha accolto la fede.
Esiste una forte e filiale devozione alla Sede di Pietro, confermata dalla presenza nelle Grotte Vaticane, della Cappella Ungherese, dove si venera la statua bronzea della Magna Domina Hungarorum e quella, a grandezza naturale, di Santo Stefano, rappresentato nell’atto di scendere le scale e camminare verso la Madonna per presentarle la sua corona e tutto il suo popolo.
A questo proposito, San Giovanni Paolo II, nel suo discorso ai partecipanti al pellegrinaggio giubilare dell’Ungheria, lunedì 9 ottobre 2000, sottolineò: “Lo speciale rapporto che lega il vostro Popolo alla Sede di Pietro trova una significativa espressione nella Cappella Ungherese delle Grotte Vaticane, che io stesso ho avuto la gioia di benedire venti anni fa nella festa della Magna Domina Hungarorum, cui avete voluto affidare anche il vostro pellegrinaggio giubilare”.
La Cappella Ungherese rappresenta, quindi, una testimonianza della fedeltà del vostro popolo al Successore di Pietro, perché fu lo stesso Santo Stefano a promuovere la nascita di una casa per gli ungheresi a Roma, vicino alla Tomba dell’Apostolo.
Anche Papa Francesco, durante il Regina Caeli del 30 aprile 2023, recitato a Budapest, nel corso del suo viaggio apostolico in Ungheria, rivolse una preghiera alla vostra Patrona: “A lei, Magna Domina Hungarorum, che invocate come Regina e Patrona, affido tutti gli ungheresi. E da questa grande città e da questo nobile Paese vorrei riporre nel suo cuore la fede e il futuro dell’intero Continente europeo, a cui ho pensato in questi giorni, e in modo particolare la causa della pace”.
Concludo, con le parole di Papa Leone XIV, durante la preghiera del Rosario e la processione aux flambeaux, nell’esplanade del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, lo scorso 27 settembre, nel corso del suo viaggio apostolico in Francia:
“Siamo chiamati a perseverare nel nostro cammino, ancora e ancora, finché ci saranno concessi i giorni della nostra vita in questo mondo, in cui Maria ci precede. E correremo con fiducia verso di Lei, la cui Immacolata Concezione risplende come un faro nella notte”.
Ringrazio vivamente quanti hanno collaborato a questa iniziativa e, in particolare, la Conferenza Episcopale Ungherese.
