Cirillo nacque nel 315 circa a Gerusalemme o nei suoi pressi e ricevette una solida formazione letteraria, che divenne la base della sua preparazione ecclesiastica, focalizzata soprattutto sullo studio della Bibbia.
La figura di Sant’Oddone si inserisce nel vasto panorama del monachesimo medievale, quell’epoca in cui l’ideale benedettino si diffuse a tal punto da dare vita, in tutta Europa, a una fitta costellazione di monasteri.
Un medico, nato ad Antiochia da una famiglia pagana, preoccupato dei suoi malati di cui conosce la debolezza e spesso la miseria, fino al giorno in cui ascolta San Paolo parlare di Gesù. Da quel momento, Luca, abbraccia la fede e non abbandona più l’Apostolo, seguendolo fino al suo martirio a Roma nel 67.
Un semplice, umile e quasi analfabeta frate francescano, conosciuto per le sue esperienze mistiche, i suoi numerosi miracoli e, soprattutto, per le sue levitazioni da terra mentre pregava. È San Giuseppe da Copertino, nato il 17 giugno 1603 a Copertino, in Puglia. Nacque in una famiglia poverissima, in una stalla, e la sua infanzia fu segnata da difficoltà economiche e malattie. Aveva una scarsa istruzione: non sapeva quasi leggere e scrivere, e per questo fu rifiutato da diversi Ordini religiosi.
Instancabile apostolo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, fondatore della Congregazione di Gesù e Maria, conosciuta come Congregazione degli Eudisti. La sua vita è stata segnata da un'intensa attività missionaria e da una spiritualità profonda, che lo hanno reso una figura di rilievo nella storia della Chiesa del XVII secolo.
Emma era figlia del nobile conte sassone Immed IV e di Adela di Hamaland. Nata nel 982 in Sassonia, sposò Liudger, figlio del duca di Sassonia Hermann Billung. Nel 1001, l’imperatore Ottone III donò ai due sposi il Palazzo reale di Stiepel.
Anastasio, romano di nascita e figlio di un certo Massimo, portava un nome che in greco significa “risorto”. Venne eletto Pontefice alla fine del 399, dopo la morte di Papa Siricio, e rimase alla guida della Chiesa per appena due anni, fino al 19 dicembre 401.
Álvaro nacque a Zamora, in Spagna, intorno al 1360. Entrò nell’Ordine domenicano nel 1368 e ben presto si distinse per la sua intelligenza e santità di vita. Fu docente di teologia all’Università di Salamanca per molti anni. Fu stimato per la sua erudizione e per il suo insegnamento. In quel periodo, fu anche confessore del re Juan II di Castiglia e della regina sua madre. Svolse così un ruolo importante sia nella vita religiosa che in quella politica della Castiglia.
I Santi Mario, Marta, Audiface e Abaco sono ricordati dalla Chiesa cattolica come martiri dei primi secoli cristiani e la loro memoria liturgica cade il 19 gennaio. Le informazioni che li riguardano sono scarse e frammentarie e provengono principalmente da testi agiografici antichi, in particolare da una Passio di età tardoantica, rielaborata nei secoli successivi con intenti edificanti.
“Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: ‘Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo’ (Mt28,20)”.
Simmaco, originario della Sardegna, fu eletto Papa il 22 novembre 498, dopo la morte di Papa Anastasio II. Tuttavia, la sua elezione fu contestata da un gruppo romano favorevole ai bizantini, che elesse invece l’arciprete Lorenzo. Per risolvere la disputa, il re goto Teodorico convocò entrambi a Ravenna e stabilì che sarebbe stato riconosciuto come vero Papa chi aveva ricevuto più voti. Simmaco risultò il più votato e fu quindi confermato come Papa.
“La potenza di Dio ci crea, la sapienza ci governa, la misericordia ci salva”. Così ripeteva a chi incontrava fra Crispino da Viterbo. Semplice fratello laico dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, assegnato alla questua, al servizio dei malati e ad occuparsi dell’orto del convento, fra Crispino (Pietro) Fioretti nacque a Viterbo, il 13 novembre 1668. Suo padre, Ubaldo Fioretti, aveva sposato Marzia, già vedova con una figlia. Ben presto, Crispino rimase orfano di padre, e di lui si occupò suo zio Francesco, il quale lo mandò a frequentare la scuola retta dai Gesuiti. Crispino lavorava anche come apprendista calzolaio nella bottega dello zio.
San Giuseppe, padre adottivo di Gesù e sposo di Maria, è una figura centrale nella tradizione cristiana, per il ruolo nell’economia della salvezza e come modello di virtù. Sebbene si sappia poco di lui dalle fonti bibliche, la sua figura emerge principalmente nei Vangeli di Matteo e Luca.
Tra le figure più luminose del monastero di Helfta nel XIII secolo spicca Matilde di Hackeborn, donna di spiritualità straordinaria e voce singolare della mistica medievale. La sua compagna di comunità, Gertrude la Grande, nel sesto libro del Liber specialis gratiae — opera in cui vengono raccolte le manifestazioni divine ricevute da Matilde — confessa che quanto scritto rappresenta solo una piccola parte di ciò che la Santa visse.
La figura del Cristo sofferente ha rappresentato il fulcro silenzioso ma potente della sua esistenza spirituale, la forza interiore del suo zelo apostolico e la scintilla da cui è nata la missione della comunità religiosa che ha fondato. Non c’è dubbio che Paolo della Croce sia il Santo della Passione di Gesù Cristo.
San Gennaro visse nel III secolo e nacque probabilmente a Napoli. Fu eletto Vescovo di Benevento e svolse con zelo il suo ministero, guadagnandosi la stima, sia dei cristiani che dei pagani, per la sua carità e il suo comportamento esemplare.
Pierre-Julien Eymard nasce il 4 febbraio 1811 a La Mure (Isère), in una famiglia cristiana e modesta. Fin da giovane mostra una forte devozione al Santissimo Sacramento e desidera diventare sacerdote, ma il padre inizialmente si oppone. Trova conforto spirituale a Notre-Dame du Laus e, pur lavorando nel laboratorio paterno, studia il latino di nascosto. Dopo la morte del padre nel 1831, entra nel seminario di Grenoble e viene ordinato sacerdote nel 1834.
È conosciuto come un grande taumaturgo. In effetti, la sua vita è costellata di prodigi, che compiva, soprattutto, a favore dei poveri e degli oppressi, divenendo loro difensore. È San Francesco di Paola, dal nome della località calabrese dove nacque, il 27 marzo 1416, da una famiglia cattolica di proprietari terrieri. Fin da piccolo, la presenza di Dio irruppe nella sua vita. Avanti negli anni, i suoi genitori ricorsero all’intercessione di San Francesco d'Assisi per avere dei figli. Quando nacque il loro primogenito, in segno di gratitudine al Santo, lo chiamarono Francesco.
La vicenda di Santa Bibiana, come accade per molti martiri dei primi secoli, emerge più dalla tradizione che da fonti storiche certe. Una delle prime tracce documentarie compare nel Liber Pontificalis, dove si ricorda che Papa Simplicio fece erigere una basilica dedicata alla giovane martire, collocata presso il Palatium Lucianum e destinata ad accogliere le sue reliquie. Questa chiesa è tuttora presente a Roma, non lontano dalla stazione Termini.
La Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo il Natale. Questa festa è meglio conosciuta con il titolo di Candelora o festa della luce, perché è illuminata dal versetto del Vangelo di Luca (2, 22-40), in cui Simeone profetizza che Gesù è “Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.
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