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  • 16 maggio: Sant’Ubaldo, Vescovo di Gubbio

    Un pastore al servizio del popolo 

    Non si conosce con esattezza l’anno di nascita di Ubaldo Baldassini, probabilmente, fu verso il 1085, a Gubbio. Era l’unico figlio maschio di Rovaldo Baldassini, e di Giuliana. Rimase orfano di padre da bambino e, poco dopo, perse anche la madre. Di lui si occupò suo zio Ubaldo. Ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1115, e tre anni dopo, divenne priore della Cattedrale di San Mariano.
    Si impegnò nel riformare la vita canonicale, vista la decadenza morale, perché la vita comune era un’eccezione, e ne risentivano la pastorale e il culto divino.

  • 16 marzo: Beato Torello da Poppi

    Eremita per amore di Dio

    Si legge nel volume I lustri antichi e moderni della Città di Forlì: “Sebben nato in Toscana, è stato riconosciuto come un germoglio dell’arbore forlivese dalla stessa sacra Congregazione de’ Riti sotto li 28 gennaio 1752 nel Decreto, in cui concede la Messa, e l’Offizio alla Città di Forlì, la quale anche nel presente anno 1755, con unanimi voti de’ Consiglieri, l’ha acclamato per uno de’ suoi Protettori”.

  • 16 novembre: Sant’Agnese di Assisi, sorella di Santa Chiara

    Punto di riferimento per la vocazione religiosa

    Caterina di Favarone, appartenente alla famiglia Offreduccio e sorella minore di Chiara d’Assisi, nacque nella città umbra nel 1197. Quando non aveva ancora compiuto sedici anni maturò il desiderio di seguire l’esempio della sorella maggiore, scegliendo una vita improntata alla povertà evangelica e allo stile francescano.

  • 16 ottobre: Santa Margherita Maria Alacoque

    La messaggera del Cuore di Cristo

    Nel cuore del XVII secolo, durante il regno di Luigi XIV (1638-1715), la Francia si ritrovava ancora ferita dalle devastazioni delle guerre di religione. All’interno della Chiesa, intanto, si diffondeva un’interpretazione spirituale severa e austera: il giansenismo. Questa corrente, lontana dallo spirito di misericordia, tendeva a instillare nei fedeli più timore che amore verso Dio. Intanto, seguendo le linee tracciate dal Concilio di Trento, fiorivano nuove comunità religiose. Tra esse, nel 1610, nacque ad Annecy l’Ordine della Visitazione di Santa Maria, fondato da San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca de Chantal. I due fondatori consideravano il loro Ordine come un dono nato dal Cuore stesso di Gesù e di Maria, frutto del sacrificio di Cristo.

    Il simbolo dell’Ordine era un cuore sormontato da una croce, cinto da spine e trafitto da due frecce, inciso con i nomi sacri di Gesù e Maria. Nel 1626, su richiesta dei Gesuiti, un monastero della Visitazione si stabilì a Paray-le-Monial, destinato a diventare un luogo chiave per la diffusione della devozione al Sacro Cuore. È lì che visse Santa Margherita Maria Alacoque.

    Nata nei pressi del Charolais e battezzata il 25 luglio 1647, dimostrò sin dalla prima infanzia una spiccata sensibilità religiosa. Cresciuta in un ambiente profondamente cristiano, sviluppò presto un legame intimo con Cristo, specialmente nell’Eucaristia. A soli cinque anni, durante una Messa celebrata nella residenza della sua madrina, pronunciò spontaneamente un voto di castità, segno precoce della sua vocazione.

    Alla morte del padre, Margherita e sua madre si trasferirono presso parenti dal temperamento duro. In quel contesto difficile, trovò conforto nella preghiera, che divenne il rifugio dell’anima. Fu proprio in quel periodo che cominciò a vivere esperienze mistiche, con visioni ricorrenti del Cristo crocifisso o flagellato, anche in momenti inattesi, come durante una serata mondana a cui era stata invitata. Pensava che tali esperienze fossero comuni a tutti, e non le considerava straordinarie. Gesù stesso le insegnava come pregare: inginocchiarsi, riconoscere le proprie colpe, e donarsi a Lui in silenzio.

    All’età di 24 anni, il 20 giugno 1671, rispose alla chiamata divina entrando nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, dopo aver percepito chiaramente nel cuore le parole: “È qui che ti voglio”. In occasione della sua professione religiosa, il 6 novembre 1672, visse esperienze mistiche profonde. Durante la preparazione alla professione, pur continuando i suoi compiti quotidiani (tra cui la cura dell’asinella del convento), ricevette nuove intuizioni sul mistero della Passione di Cristo.

    Negli anni seguenti, fu protagonista di fenomeni mistici sempre più intensi. Il 1º luglio 1673, durante la recita dell’ufficio liturgico, fu guarita improvvisamente da una grave afonia attraverso una visione di Gesù sotto forma di Bambino. Poco dopo, ebbe anche la visione di San Francesco d’Assisi avvolto nella gloria, che divenne per lei una guida nei momenti di prova.

    Tra il 1673 e il 1675, ebbero luogo le cosiddette Grandi Apparizioni, durante le quali Cristo le rivelò il suo Cuore colmo di amore e dolore per l’indifferenza degli uomini, soprattutto nei confronti dell’Eucaristia. Chiese che venisse istituita una festa liturgica in onore del Sacro Cuore, da celebrarsi con fervore e speciale devozione. Questa solennità, che oggi conosciamo come la solennità del Sacro Cuore di Gesù, venne ufficialmente riconosciuta nel 1765 e poi estesa a tutta la Chiesa nel 1856.

    Nel 1675, a Paray-le-Monial arrivò Padre Claudio de La Colombière, un Gesuita di rara intelligenza e sensibilità, destinato a diventare il confessore e sostenitore spirituale di Margherita. All’inizio, Padre Claudio sottopose la giovane religiosa a un attento discernimento per verificare l’autenticità delle sue esperienze, e giunse infine a riconoscerla come un’anima visitata dalla grazia. Le consigliò di abbandonarsi con fiducia allo Spirito, ma anche di non trascurare i doveri comunitari in favore della sola preghiera individuale. Le ordinò anche, per obbedienza, di scrivere tutto ciò che viveva interiormente.

    Nel 1676, Padre La Colombière fu destinato alla corte inglese come predicatore della duchessa (di) d’York, mentre Margherita continuava il suo cammino spirituale. Lentamente, la comunità religiosa si aprì al messaggio del Sacro Cuore e iniziò ad adottarne le pratiche: l’Ora Santa, la venerazione dell’immagine del Cuore trafitto, e la diffusione della festa voluta da Cristo.

    Nel 1684, Marguerite-Marie visse un’esperienza spirituale chiamata “nozze mistiche”, nella quale consacrò sé stessa in un’unione profonda e totale con Cristo. Fu poi nominata maestra delle novizie, che guidò insegnando loro che il cammino verso la santità passa attraverso la devozione al Sacro Cuore, “la via più breve per arrivare a Dio”. Nel 1686, all’interno del giardino del monastero fu edificata una cappella dedicata al Sacro Cuore, dove venne celebrata per la prima volta la relativa festa.

    Sempre nel 1686, pronunciò un voto di perfezione, impegnandosi a vivere ogni passo della regola e ogni sofferenza come offerta totale al Cuore di Gesù. Nell’ottobre 1690, una grave febbre la costrinse a letto. I medici, impotenti, dissero che la causa del suo male era l’eccesso d’amore.

    In punto di morte, rivolgendosi alle sorelle, disse con umiltà: “Ardo... Se fosse per amore divino, sarebbe una consolazione. Ma non ho mai saputo amare Dio perfettamente. Pregate per me e amatelo voi, con tutto il cuore, per colmare ciò che io non ho fatto. Che gioia amare Dio! Oh, che felicità!”. Morì il 17 ottobre 1690, dopo aver ricevuto i Sacramenti, pronunciando i nomi di Gesù e Maria. La notizia della sua morte si diffuse rapidamente in città: “La santa è morta!”, dicevano. Fu beatificata da Pio IX nel 1864 e canonizzata da Benedetto XV nel 1920.

  • 17 aprile: San Roberto di Molesme, Abate

    Il fondatore dell’Ordine Cistercense

    È annoverato tra i fondatori dell’Ordine Cistercense, di grande devozione mariana, promosse il ritorno a una vita monastica semplice e austera. È San Roberto di Molesme, nato a Troyes, in Champagne, nel 1028 o 1029, da una nobile famiglia. I suoi genitori si chiamavano Thierry ed Ermengarde, dei conti di Tonnare del ramo di Maligny.

  • 17 dicembre: San Giovanni di Matha

    Fondatore dell’Ordine della Santissima Trinità

    San Giovanni de Matha, fondatore dell’Ordine della Santissima Trinità, nacque a Faucon — piccolo centro alpino della Provenza e feudo legato ai Conti di Barcellona — attorno alla metà del XII secolo, secondo alcune fonti il 24 giugno 1154, secondo altre il 23 giugno 1160.

  • 17 febbraio: Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria

    Sette mercanti uniti nell’imitazione e nella lode alla Vergine

    Sette mercanti, nel giorno dell'Assunzione di Maria del 1233, si riunirono in un oratorio a Firenze. Erano tutti benestanti e appartenevano all’antica nobiltà cittadina.  Si chiamavano: Bonfiglio Monaldi, Buonagiunta Manetti, Manetto dell'Antella, Amadio degli Amidei, Uguccione degli Uguccioni, Sostegno dei Sostegni, Alessio Falconieri.

  • 17 gennaio: Sant’Antonio abate

    Padre di una moltitudine di monaci

    Antonio è un monaco considerato il padre del monachesimo. La sua esperienza è conosciuta attraverso la Vita di Antionio, attribuita a Sant’Atanasio d’Alessandria, scritta nel 360. Nato a Coma, sulla riva sinistra del Nilo, in Egitto, nel 251 circa da una ricca famiglia, a diciotto anni rimase orfano. Due anni dopo, prendendo alla lettera il Vangelo, vendette tutti i suoi beni e li distribuì ai poveri. Si ritirò nel deserto e cominciò una vita di penitenza.

  • 17 giugno: Santi Biagio e Diogene, martiri

    Testimoni di Cristo fino al dono della vita

    Biagio (o Blasto) e Dionigi: due santi venerati a Roma sin dall’antichità e durante tutto il Medioevo, si ha notizia nel Martirologio Geronimiano alla data del 17 giugno.

    Riguardo a San Biagio, alcuni testi, tra cui gli Atti del martire San Valentino, fanno riferimento a un Blasto tribuno, condannato a morte nel 269 d.C. dall’imperatore Claudio il Gotico per la sua fede cristiana. Tuttavia, non ci sono prove certe che lo identifichino con il Santo ricordato in questa data.

  • 17 luglio: Santa Teresa di Sant’Agostino e 15 Carmelitane Scalze compagne martiri

    Ghigliottinate per la fedeltà alla vita consacrata

    Un processo farsa davanti al Tribunale rivoluzionario, una parodia di giustizia, la cui unica legge ispiratrice fu l’odio contro la religione e la Chiesa. Con un esito fatale: sedici Carmelitane Scalze di Compiègne, guidate dalla priora, Teresa di Sant’Agostino (al secolo Marie-Madeleine-Claudine Lidoine), vennero ghigliottinate in piazza del Trono a Parigi. Era il 17 luglio 1794, le sedici Carmelitane Scalze furono condotte su due carrette alla piazza per eseguire l’esecuzione.

  • 17 maggio: San Pasquale Baylón, laico francescano

    Il portinaio e questuante innamorato dell’Eucaristia 

    Era quasi analfabeta, da autodidatta imparò a leggere e a scrivere, umile, povero, semplice frate laico sulle orme di San Francesco d’Assisi, grande devoto del Sacramento dell’altare, al punto da essere chiamato il “teologo e il Serafino dell’Eucaristia”. È Pasquale Baylón, nato a Torrehermosa, allora Regno d’Aragona, da Martín e Isabel Jubera, il 16 maggio 1540. Era una famiglia povera e numerosa. Per questo, suo padre lo mandò, fin da piccolo, a pascolare le greggi. Approfittava della permanenza tra la natura per lodare Dio e cantare inni alla Vergine Maria.

  • 17 marzo: San Patrizio, Patrono d’Irlanda

    Da monaco a evangelizzatore 

    San Patrizio, il cui vero nome era Maewyn Succat, nacque intorno al 385 in Scozia, figlio di un centurione romano proveniente dalla Gran Bretagna.

    All'età di 16 anni, Maewyn fu rapito dai pirati e venduto come schiavo a un druido nell'attuale Ulster, in Irlanda. Durante i sei anni di schiavitù, lavorò come pastore per un capo clan irlandese, periodo in cui scoprì la religione cristiana e divenne un cristiano praticante.

  • 17 novembre: Sant’Elisabetta d’Ungheria, terziaria francescana

    Alla sequela di San Francesco d’Assisi

    Elisabetta, nata nel 1207 in Ungheria da famiglia reale e destinata al matrimonio con il sovrano di Turingia, visse negli stessi anni di Francesco d’Assisi. Fin da giovane mostrò una naturale inclinazione verso chi soffriva e versava nel bisogno, inclinazione che venne ulteriormente consolidata dal rapporto con i Frati Minori – in particolare con frate Rüdiger, suo primo consigliere spirituale, e poi con frate Conrad – i quali non fecero che orientare in senso evangelico un cuore già proteso verso i più fragili.

  • 17 ottobre: Sant’Ignazio di Antiochia, Dottore della Chiesa

    La Chiesa Corpo di Cristo

    Una delle personalità più rilevanti dei primi tempi del cristianesimo è Sant’Ignazio di Antiochia, Vescovo vissuto nei primi decenni del II secolo e venerato come martire per la sua fede incrollabile. La tradizione afferma che fu scelto per guidare la comunità cristiana di Antiochia dallo stesso San Pietro. Celebre è il suo trasferimento forzato da Antiochia a Roma, durante il quale, prigioniero, scrisse sette lettere che oggi rappresentano una testimonianza preziosissima della fede dei primi cristiani.

  • 18 aprile: Beata Savina Petrilli

    Una vita per gli esclusi

    Al servizio delle orfane, delle giovani bisognose e dei poveri, per le quali fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena.

    Savina nacque a Siena, il 29 agosto 1851, da Celso e Matilde Vetturini.

  • 18 dicembre: San Graziano (Gaziano) di Tours, Vescovo

    Evangelizzatore delle Gallie

    È stato uno dei primi pionieri della fede nelle Gallie, fondamento remoto della tradizione cristiana di tutta la regione. Gaziano o Graziano — conosciuto nelle fonti antiche come Catianus, Gatianus o Gratianus, e in Francia come Gatien de Tours — è ricordato come il primo annunciatore stabile del Vangelo nella città di Tours e come il fondatore della diocesi.

  • 18 febbraio: Beato Giovanni da Fiesole conosciuto come Beato Angelico

    La pittura strumento per far conoscere a tutti i misteri della fede

    Guido di Pietro, conosciuto come Giovanni da Fiesole o meglio ancora come Beato Angelico, fu un frate domenicano con grande talento per la pittura.

    Venne così chiamato per il grande messaggio di fede che pervade tutte le sue opere, per l’umiltà che lo caratterizzava e per il valore mistico che attribuiva alla luce.

    Guido nacque a Vicchio di Mugello, nei dintorni di Firenze, tra il 1395 e il 1400.

  • 18 gennaio: Santa Margherita d’Ungheria

    Una regina al servizio di Dio e dei poveri

    Margherita d’Ungheria nacque nel 1242, probabilmente nel castello di Turóc, figlia del re Béla IV e della regina Maria, di origine bizantina. La sua nascita fu legata a un momento drammatico per il regno: l’Ungheria era stata devastata dall’invasione mongola e la famiglia reale si era rifugiata in Dalmazia. In quell’occasione i sovrani fecero voto che, se fosse nata una figlia, l’avrebbero consacrata a Dio come segno di riconoscenza per la liberazione del Paese.

  • 18 giugno: San Gregorio Barbarigo

    Vescovo, riformatore, uomo di carità e di dialogo

    “Il più grande imitatore di San Carlo fu San Gregorio Barbarigo a Padova, dove il Seminario per virtù sua divenne monumento ed attraverso tre secoli ancora vi rimane in aedificationem gentium”. Così, San Giovanni XXIII, nell’omelia per la canonizzazione di San Gregorio Barbarigo, il 26 maggio 1960, nella Basilica Lateranense.

  • 18 luglio: San Bruno di Segni, Vescovo

    Al servizio dei Papi e della Chiesa

    San Bruno di Segni nacque tra il 1045 e il 1049 a Solero d’Asti (oggi in provincia di Alessandria) da famiglia modesta. Educato dai Benedettini, proseguì gli studi all’Università di Bologna, dove si specializzò nel trivio e quadrivio. Ordinato sacerdote, divenne canonico a Siena e scrisse testi di commento biblico.

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