Alessandro, destinato a diventare guida della Chiesa di Alessandria, nacque nel 250 e, nel 313, assunse la responsabilità del patriarcato in un momento storico decisivo. Il cristianesimo usciva proprio allora dalla clandestinità grazie ai provvedimenti imperiali che ne garantivano la libertà. Il nuovo clima di pace, tuttavia, non sminuì le tensioni interne. Tra i problemi più delicati, il reinserimento dei fedeli che, durante le persecuzioni, avevano rinnegato la propria fede. Alessandro affrontò la questione con equilibrio, evitando posizioni estreme e cercando una via di riconciliazione tra rigidità e misericordia.
Il giorno successivo alla conversione di San Paolo, le Chiese d’Occidente ricordano con particolare attenzione due suoi stretti collaboratori: Timoteo e Tito, figure chiave della missione apostolica e primi Vescovi della Chiesa.
È considerato “il Santo dell’ordinario”, perché insegnava che anche le azioni semplici della vita quotidiana possono portare alla santità. È Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell’Opus Dei. Nato, il 9 gennaio 1902, a Barbastro, in Spagna, ricevette una profonda educazione cristiana.
Nei Vangeli, Maria è presentata come una giovane di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, la cui genealogia viene dettagliatamente tracciata per dimostrare la discendenza davidica di Gesù. Tuttavia, non troviamo alcun riferimento diretto alla famiglia di Maria, probabilmente anch’essa residente a Nazaret.
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
Paolo Girolamo Casanova, meglio noto come San Leonardo da Porto Maurizio, nacque a Porto Maurizio, l’odierna Imperia, il 20 dicembre 1676. Giovanissimo si trasferì a Roma per completare gli studi al Collegio Romano e, affascinato dalla vita austera di due frati nel Ritiro di San Bonaventura sul Palatino, decise di entrare nell’Ordine dei Frati Minori a ventuno anni, indossando il saio francescano nel convento di Santa Maria in Ponticelli.
È ricordato come “il grande paciere”, simbolo di un’epoca segnata da lacerazioni civili, ma anche da uomini di Chiesa capaci di porsi come ponti tra le parti. È Folco, probabilmente appartenente a un ramo modesto della nobile famiglia Scotti, che all’epoca si stava affermando come forza dominante nella scena di Piacenza.
Cosma e Damiano sembrano essere originari della Cilicia, anche se nella loro Passione (testo BHG 378) è riportata una dichiarazione in cui affermano: “Siamo di una città dell’Arabia”.
Nella storia della Chiesa, il nome di Santa Monica è strettamente legato a quello di suo figlio: Sant’Agostino, per il quale pregò e si sacrificò per ottenere da Dio la sua conversione. La sua vita, infatti, segnata da una fede salda e da una costante perseveranza sotto la guida di Dio, dimostra quanto siano fondamentali la preghiera e la vita in grazia.
Era già considerata Santa, tanto che Dante Alighieri la citò nella Divina Commedia poco dopo la morte. È Zita, che il poeta non solo la considera già Santa al suo tempo, ma la identifica con Lucca. Infatti, fa riferimento a “un de li anzïan di Santa Zita!”, nel Canto XXI dell’Inferno. Gli “anziani” erano dieci magistrati che governavano Lucca, e Dante ne colloca uno tra i dannati alla pena dei barattieri.
Giovanni, il cui nome significa “Dio fa grazia” e definito da Paolo come “una colonna della Chiesa” (Gal 2,9), era originario della Galilea, probabilmente vicino al lago di Tiberiade.
La breve esistenza di Gabriele dell’Addolorata, segnata da una gioia contagiosa e da un amore intenso per la Vergine Maria, lasciò un’impronta profonda: è rimasto nella storia della Chiesa come il Santo del sorriso, capace di trasformare la fragilità e il dolore in una contagiosa speranza.
Con una audace novità per il XVI secolo, Sant'Angela Merici individuò una via inedita di consacrazione per le donne: non più nel chiostro, ma nel mondo. Per loro, fondò la Compagnia di Sant’Orsola. Con una grande attenzione ai segni dei tempi si concentrò sul modello della Chiesa primitiva, il genere di vita degli Apostoli e delle prime comunità cristiane, aprendo così la via alla devozione moderna.
“Il Cuore di Cristo, che simboleggia il suo centro personale da cui sgorga il suo amore per noi, è il nucleo vivo del primo annuncio. Lì è l’origine della nostra fede, la sorgente che mantiene vive le convinzioni cristiane”. Così, Papa Francesco nell’Enciclica Dilexit nos sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo, del 24 ottobre 2024.
San Pantaleone, noto anche come San Pantalon, è uno dei martiri più conosciuti della grande persecuzione contro i cristiani sotto l’impero romano (303-305). È venerato come patrono delle ostetriche e, insieme ai Santi Cosma e Damiano, è compatrono dei medici. Appartiene al gruppo dei santi anàrgiri, così chiamati perché offrivano cure mediche gratuitamente, senza chiedere alcun compenso (dal greco: “senza denaro”).
Ruperto proveniva dall'alta nobiltà francone ed era imparentato con la famiglia reale merovingia (forse apparteneva alla famiglia dei Robertini). Alla fine del VII secolo, egli operò come Vescovo di Worms. Il duca dei Bavari Teodone II (+ 718) lo invitò in Baviera e gli affidò importanti incarichi ecclesiastici e politici. Ruperto era imparentato con la moglie di Teodone, Folcaide. Nella città ducale bavarese di Ratisbona, Ruperto convertì il duca e il suo seguito al cristianesimo. Secondo la tradizione, battezzò il duca stesso e, per questo, è chiamato l’Apostolo dei bavaresi.
Virgilio, nato in Irlanda nell’VIII secolo, apparteneva alla tradizione dei monaci itineranti che lasciavano la propria terra per compiere lunghi pellegrinaggi religiosi. Partito, intorno al 743, con l’intenzione di raggiungere la Palestina, interruppe però il viaggio.
Evaristo è tradizionalmente considerato il quinto Vescovo di Roma, successore diretto di San Clemente I secondo le liste episcopali tramandate da Ireneo di Lione e Eusebio di Cesarea. In alcune varianti delle liste che pongono Anacleto/Cleto dopo Clemente, Evaristo risulterebbe suo successore immediato.
“Dio ama i poveri, e, per conseguenza, ama quelli che amano i poveri”. Così ripeteva San Vincenzo de’ Paoli ai suoi collaboratori. Nato a Pouy, un piccolo paese delle Landes francesi, il 24 aprile 1581, da una famiglia di contadini, non dimenticherà mai che da piccolo faceva il guardiano dei maiali e delle mucche. Il padre lo mandò a studiare a Dax nel collegio dei Cordeliers, diretto dai francescani, con la speranza che potesse acquisire un’educazione per aiutarlo a integrare le entrate familiari.
Nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine si trova un episodio che testimonia le numerose conversioni operate da Sant’Agostino e la sua decisa vittoria contro l’eresia. Secondo il racconto, alcuni cristiani lo invitarono a confrontarsi pubblicamente su temi di fede con un prete manicheo chiamato Fortunato, che in quel periodo predicava ad Ippona.
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