Secondo gli Atti del suo martirio, Alessandro era un comandante di centuria appartenente alla legione Tebea, un reparto militare formato da soldati cristiani. Quando la legione fu trasferita in Occidente per affrontare le incursioni dei Quadi e dei Marcomanni, durante l’attraversamento della regione del Vallese ricevette l’ordine di perseguire i cristiani, su cui si era abbattuta una nuova ondata di persecuzioni. I soldati cristiani, rifiutandosi di obbedire, furono massacrati. Alessandro fu uno dei pochi sopravvissuti e riuscì a fuggire in Italia.
“Solo Dio”: era il motto di Rafael Arnáiz Barón. E ancora: “Dall’amore di Dio viene tutto”. Era un giovane che pose al primo posto il Signore e ne fece la ragione della sua breve vita.
Di Stefano, noto come il primo martire della Chiesa, conosciamo soprattutto gli istanti finali della sua vita, narrati negli Atti degli Apostoli. Le informazioni sulle sue origini sono incerte: alcuni ritengono che fosse di cultura greca, altri lo considerano ebreo con forti contatti con l’ambiente ellenistico.
Alessandro, destinato a diventare guida della Chiesa di Alessandria, nacque nel 250 e, nel 313, assunse la responsabilità del patriarcato in un momento storico decisivo. Il cristianesimo usciva proprio allora dalla clandestinità grazie ai provvedimenti imperiali che ne garantivano la libertà. Il nuovo clima di pace, tuttavia, non sminuì le tensioni interne. Tra i problemi più delicati, il reinserimento dei fedeli che, durante le persecuzioni, avevano rinnegato la propria fede. Alessandro affrontò la questione con equilibrio, evitando posizioni estreme e cercando una via di riconciliazione tra rigidità e misericordia.
Il giorno successivo alla conversione di San Paolo, le Chiese d’Occidente ricordano con particolare attenzione due suoi stretti collaboratori: Timoteo e Tito, figure chiave della missione apostolica e primi Vescovi della Chiesa.
È considerato “il Santo dell’ordinario”, perché insegnava che anche le azioni semplici della vita quotidiana possono portare alla santità. È Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell’Opus Dei. Nato, il 9 gennaio 1902, a Barbastro, in Spagna, ricevette una profonda educazione cristiana.
Nei Vangeli, Maria è presentata come una giovane di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, la cui genealogia viene dettagliatamente tracciata per dimostrare la discendenza davidica di Gesù. Tuttavia, non troviamo alcun riferimento diretto alla famiglia di Maria, probabilmente anch’essa residente a Nazaret.
Lo chiamavano “Pippo buono” per il suo carattere allegro e pacifico. Riuscì a coinvolgere, nella sua avventura spirituale, l’intera città di Roma, invitando alla carità verso i più deboli e gli ultimi della società. È Filippo Neri, nato a Firenze, il 21 luglio 1515, da Francesco e Lucrezia da Mosciano. Suo padre esercitava la professione di notaio, quando perse sua moglie, nel 1520. Sposò Alessandra di Michele Lensi, che si occupò del piccolo Filippo. Frequentò la scuola pubblica, e si formò dai Domenicani del convento di San Marco.
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
Paolo Girolamo Casanova, meglio noto come San Leonardo da Porto Maurizio, nacque a Porto Maurizio, l’odierna Imperia, il 20 dicembre 1676. Giovanissimo si trasferì a Roma per completare gli studi al Collegio Romano e, affascinato dalla vita austera di due frati nel Ritiro di San Bonaventura sul Palatino, decise di entrare nell’Ordine dei Frati Minori a ventuno anni, indossando il saio francescano nel convento di Santa Maria in Ponticelli.
È ricordato come “il grande paciere”, simbolo di un’epoca segnata da lacerazioni civili, ma anche da uomini di Chiesa capaci di porsi come ponti tra le parti. È Folco, probabilmente appartenente a un ramo modesto della nobile famiglia Scotti, che all’epoca si stava affermando come forza dominante nella scena di Piacenza.
Nella storia della Chiesa, il nome di Santa Monica è strettamente legato a quello di suo figlio: Sant’Agostino, per il quale pregò e si sacrificò per ottenere da Dio la sua conversione. La sua vita, infatti, segnata da una fede salda e da una costante perseveranza sotto la guida di Dio, dimostra quanto siano fondamentali la preghiera e la vita in grazia.
Era già considerata Santa, tanto che Dante Alighieri la citò nella Divina Commedia poco dopo la morte. È Zita, che il poeta non solo la considera già Santa al suo tempo, ma la identifica con Lucca. Infatti, fa riferimento a “un de li anzïan di Santa Zita!”, nel Canto XXI dell’Inferno. Gli “anziani” erano dieci magistrati che governavano Lucca, e Dante ne colloca uno tra i dannati alla pena dei barattieri.
Giovanni, il cui nome significa “Dio fa grazia” e definito da Paolo come “una colonna della Chiesa” (Gal 2,9), era originario della Galilea, probabilmente vicino al lago di Tiberiade.
La breve esistenza di Gabriele dell’Addolorata, segnata da una gioia contagiosa e da un amore intenso per la Vergine Maria, lasciò un’impronta profonda: è rimasto nella storia della Chiesa come il Santo del sorriso, capace di trasformare la fragilità e il dolore in una contagiosa speranza.
Con una audace novità per il XVI secolo, Sant'Angela Merici individuò una via inedita di consacrazione per le donne: non più nel chiostro, ma nel mondo. Per loro, fondò la Compagnia di Sant’Orsola. Con una grande attenzione ai segni dei tempi si concentrò sul modello della Chiesa primitiva, il genere di vita degli Apostoli e delle prime comunità cristiane, aprendo così la via alla devozione moderna.
Viene definito come “custode dell’esattezza”, cioè custode della vera fede, e “sigillo dei Padri”. È Cirillo, nato probabilmente ad Alessandria, intorno al 370. Trascorse alcuni anni in monastero, poi, lo ritroviamo, nel 403, al seguito di suo zio Teofilo, Vescovo di Alessandria, a Costantinopoli, per partecipare al Sinodo detto della Quercia, nel quale venne condannato e deposto il Patriarca Giovanni Crisostomo.
On le qualifie de « gardien de l’orthodoxie », c’est-à-dire gardien de la vraie foi, et de « sceau des Pères ». Il s’agit de Cyrille, probablement né à Alexandrie vers l’an 370. Il passa plusieurs années dans un monastère, puis on le retrouve à Constantinople en 403, aux côtés de son oncle Théophile, Évêque d’Alexandrie, afin de participer au synode dit « du Chêne », au cours duquel le Patriarche Jean Chrysostome fut condamné et déposé.
San Pantaleone, noto anche come San Pantalon, è uno dei martiri più conosciuti della grande persecuzione contro i cristiani sotto l’impero romano (303-305). È venerato come patrono delle ostetriche e, insieme ai Santi Cosma e Damiano, è compatrono dei medici. Appartiene al gruppo dei santi anàrgiri, così chiamati perché offrivano cure mediche gratuitamente, senza chiedere alcun compenso (dal greco: “senza denaro”).
Un monaco inviato da Papa Gregorio Magno per essere missionario tra i pagani. Divenne il grande rievangelizzatore dell’antica Britannia, ma anche il primo Arcivescovo e Primate d’Inghilterra. È Sant’Agostino di Canterbury, conosciuto nel mondo dal nome dell’abbazia da lui fondata e in cui fu sepolto.
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