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A colloquio con l’ingegner Salvatore Farina, Direttore della Direzione delle Infrastrutture e Servizi, sulla programmazione per il 2026

Nel corso del 2026 si concluderanno i lavori di ristrutturazione, ammodernamento e potenziamento della caserma del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e di quella dei Vigili del Fuoco.

Verranno realizzati anche nuovi impianti di sicurezza ai Musei Vaticani e di nuovi impianti di condizionamento delle Gallerie Superiori e della Pinacoteca vaticane. Oltre a un nuovo impianto di illuminazione a basso consumo nell’Aula Paolo VI, al rinnovamento delle facciate del cortile della Biblioteca Apostolica Vaticana e all’ammodernamento graduale della rete idrica potabile ed antincendio di tutto lo Stato. Sono alcuni progetti della Direzione delle Infrastrutture e Servizi del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che verranno avviati e realizzati nel corso di questo anno. Ne parla dettagliatamente, l’ingegner Salvatore Farina, Direttore della stessa Direzione, in questa intervista a www.vaticanstate.va.

 

Quali sono le priorità strategiche del programma della Direzione delle Infrastrutture e Servizi per il 2026?

 

Focus dell’anno in corso sarà la prosecuzione dell’efficientamento energetico degli impianti esistenti nello Stato, potenziando la migrazione - già avviata nello scorso biennio - verso fonti di energia rinnovabile. Grande centralità rivestirà il consolidamento del piano per la tutela dell’ambiente e l’incremento dei servizi a supporto della realizzazione del progetto. Si conferma infatti l’attenzione prioritaria verso la cura dei Giardini Vaticani, con particolare riferimento alla razionalizzazione delle risorse idriche.

Entro la fine del 2026 si pianifica inoltre di portare a termine la digitalizzazione dell’uso delle piattaforme informatiche per tutte le attività amministrative e collegate.

Per ultimo, ma certo non per importanza, l’assoluto rilievo attribuito all’aggiornamento costante delle competenze professionali di tutto il personale unitamente alla realizzazione di tutte quelle misure volte a garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso dell’anno, all’indomani dell’ufficializzazione del DVR generico (Documento di Valutazione dei Rischi), si procederà infatti con la stesura dello stesso per ciascun Reparto della Direzione.

Le priorità strategiche per il 2026 si inseriscono nel quadro degli indirizzi definiti dagli Organi di Governo e mirano a garantire la piena funzionalità, sicurezza e valorizzazione del patrimonio infrastrutturale dello Stato della Città del Vaticano attraverso azioni volte alla continuità dei servizi essenziali e al rafforzamento del relativo supporto tecnico-operativo. La Direzione prosegue, conferma e rafforza il suo impegno nella cura e nella manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto il patrimonio immobiliare e delle infrastrutture nello Stato della Città del Vaticano così come nelle zone extraterritoriali, inclusi gli interventi e le attività di carattere tecnico da realizzare sulle principali Basiliche papali e nell’area di pertinenza a Castel Gandolfo.

 

Quali sono i principali interventi infrastrutturali previsti nel 2026?

 

Il 2026 si prospetta come un anno particolarmente denso e significativo, sia per il numero che per la tipologia degli interventi strutturali programmati. Prevediamo non solo la conclusione dei lavori di ristrutturazione, ammodernamento e potenziamento della caserma del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, ma anche il completamento della ristrutturazione della caserma del corpo vaticano dei Vigili del Fuoco.

Tra le principali azioni di intervento occuperà una grande centralità sia la manutenzione straordinaria che l’ammodernamento delle strutture delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.

Nell’ambito della collaborazione con le altre Direzioni del Governatorato, proseguirà l’intervento pluriennale di realizzazione dei nuovi impianti di sicurezza dei Musei Vaticani; notevole altresì l’impegno che comporterà il complesso progetto di climatizzazione (con la realizzazione di nuovi impianti di condizionamento) delle Gallerie Superiori e della Pinacoteca vaticane. Rimanendo nel medesimo spazio di intervento, contiamo inoltre di concludere entro aprile 2026 i lavori di restauro che hanno interessato già da circa un anno e mezzo il Cortile della Pigna. Sempre presso i Musei del Papa si concluderà la realizzazione del nuovo Laboratorio Polimaterico e proseguiranno i lavori di ammodernamento del Museo Etnologico Anima Mundi, con l’avvio delle attività presso le sezioni Estremo/Medio Oriente e India/Sudest Asiatico ed Ingresso (Wunderkammer).

Nel primo semestre dell’anno questa Direzione fornirà altresì il supporto per il montaggio del ponteggio destinato ai lavori di restauro della II Loggia del Palazzo Apostolico.

Ad integrazione degli interventi in programma sul Palazzo, si prevede di avviare anche la sostituzione, in ottica conservativa, degli infissi del Cortile di San Damaso, previa approvazione di un prototipo del manufatto.

Completano l’elenco dei principali interventi infrastrutturali previsti nel 2026 il prosieguo dell’installazione delle colonnine di ricarica elettrica, l’ammodernamento della rete elettrica e di illuminazione con nuove cabine elettriche, la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione a basso consumo nell’Aula Paolo VI insieme con la riqualificazione degli impianti multimediali dell’Aula Nuova del Sinodo, il rinnovamento delle facciate del cortile della Biblioteca Apostolica Vaticana e l’ammodernamento graduale della rete idrica potabile ed antincendio di tutto lo Stato.

Accanto a tali progetti la Direzione continuerà a garantire il proprio supporto tecnico ad iniziative di particolare complessità e valore simbolico, come già avvenuto, all’inizio del mese di febbraio, per il montaggio del ponteggio e l'allestimento delle infrastrutture operative necessarie alla manutenzione straordinaria del Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Si tratta di attività che richiedono non solo competenze tecniche elevate, ma anche una profonda sensibilità culturale e istituzionale.

 

Quali criteri sono stati utilizzati per la priorità dei progetti?

 

La definizione delle priorità progettuali avviene sulla base degli indirizzi strategici forniti dagli Organi di Governo e su criteri oggettivi e condivisi, quali ad esempio il livello di criticità delle infrastrutture, il valore storico e patrimoniale dei beni coinvolti, la messa in sicurezza, l’adeguamento degli impianti ai nuovi standard normativi e una maggiore efficacia/efficienza energetica.

Un ruolo importante è svolto dalla programmazione pluriennale che consente di superare una logica emergenziale e di adottare un modello di manutenzione programmata, sostenibile e responsabile, capace di garantire continuità operativa e tutela del patrimonio nel lungo periodo.

 

Sono previsti nuovi servizi o l'ammodernamento di quelli esistenti?

 

Dal 1° gennaio si è avviata la riorganizzazione del Servizio per l’Ambiente con l’istituzione di una nuova Sezione Ambiente indipendente, coordinata dal Vice Direttore Amministrativo secondo gli indirizzi della Direzione.

Il programma 2026 prevede altresì il potenziamento e l'ammodernamento dei servizi esistenti. Gli interventi di adeguamento riguarderanno in particolare la gestione degli impianti tecnologici, i servizi energetici, la manutenzione edilizia, la cura dei Giardini Vaticani, la gestione ambientale e il sistema di raccolta, smaltimento e trattamento dei rifiuti, sia nel territorio vaticano che nelle aree extraterritoriali. L'obiettivo è quello di garantire servizi sempre più integrati, sostenibili e coerenti con le esigenze operative delle diverse Direzioni, nel rispetto di tutte le normative e nello spirito dell’Enciclica Laudato si'.

 

Quale ruolo hanno la digitalizzazione e le tecnologie smart nel programma 2026?

 

La digitalizzazione e le tecnologie smart rappresentano un asset strategico del programma 2026. Esse costituiscono uno strumento fondamentale per modernizzare i processi di gestione delle infrastrutture. Si pensi ad esempio al sistema di telecomando della rete elettrica, idraulica, di climatizzazione e condizionamento, o al monitoraggio/controllo remoto degli impianti fotovoltaici di recente realizzazione, come quelli per l’Aula Paolo VI, i Musei Vaticani e il Magazzino della Vignaccia.

Nel favorire modelli di manutenzione preventiva e predittiva - con significativi benefici in termini di sicurezza e ottimizzazione delle risorse - la digitalizzazione consente inoltre di automatizzare le rendicontazioni, i bilanci, le commesse, il processo di approvvigionamento e di stoccaggio del Magazzino Centrale. Le tecnologie smart risultano altresì particolarmente preziose e propedeutiche anche a livello di progettazione, monitoraggio e diagnostica, come anche nella revisione e aggiornamento del catasto e dell’archivio architettonico dello Stato. La finalità è quella di sviluppare un modello di “infrastruttura intelligente”, capace di integrare dati, sistemi e competenze, favorendo una gestione più efficace, trasparente e orientata al miglioramento continuo.

 

Quali azioni sono previste per la sostenibilità ambientale delle infrastrutture?

 

La sostenibilità ambientale costituisce un principio trasversale dell'intera programmazione della Direzione.

Nel 2026 proseguiranno gli interventi di efficientamento energetico, la riduzione dei consumi unitamente a quello delle emissioni, l'utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale, l'integrazione progressiva di fonti energetiche rinnovabili, il miglioramento dei sistemi di gestione dei rifiuti, e l'adozione di soluzioni progettuali compatibili con la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico dello Stato della Città del Vaticano. Nel concreto, si avanzerà con il Programma di “Conversione Ecologica 2035”, avviato nel 2022 e finalizzato alla riduzione a zero delle emissioni di CO2. Si è già introdotto, inoltre, l’uso di materiali edili e componenti dei vari sistemi che rispettano gli standard di ecosostenibilità. Il rinnovo della Centrale Frigorifero del Maggiordomato sarà invece uno dei principali obiettivi del programma manutentivo del patrimonio tecnico dello Stato. Tra i progetti già autorizzati figurano anche la riqualificazione di alcune sottostazioni termiche all’interno del territorio vaticano, insieme con il progressivo rinnovo degli impianti di termoregolazione. Sono altresì allo studio nuove reti idriche, sia per acqua potabile che per acqua tecnica.

La Direzione delle Infrastrutture e Servizi del Governatorato della Città del Vaticano conferma il suo carattere di “Comunità di Lavoro” coesa e sempre alla ricerca di ulteriori margini di miglioramento tanto in campo tecnico, quanto nello spirito di servizio e soprattutto nella sfera della collaborazione e dei rapporti interpersonali, in aderenza allo spirito che sta animando la Direzione negli ultimi anni, all’insegna del “di più, insieme”. 

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