Intervista a Padre Anthony D’Souza Direttore della Specola Vaticana
Intitolato un nuovo asteroide a Leone XIII
L’intitolazione di un nuovo asteroide a Leone XIII vuole richiamare l’attenzione del pubblico sul ruolo svolto dal Papa nella rifondazione della Specola Vaticana e sul suo interesse generale per le scienze. Questo evento è anche occasione per riscoprire il percorso che porta ad attribuire un nome ai nuovi corpi celesti che, di volta in volta, vengono scoperti. Ne parla in questa intervista a www.vaticanstate.va Padre Anthony D’Souza, Direttore della Specola Vaticana.
Qual è il percorso che porta dalla scoperta di un asteroide alla sua denominazione ufficiale?
L'assegnazione di un nome specifico a un particolare pianeta minore è il risultato di un lungo processo che può richiedere molti decenni. Inizia con la scoperta di un Pianeta Minore o asteroide che non può essere identificato con nessun oggetto già noto. A questi Pianeti Minori viene assegnata una designazione provvisoria. Le designazioni provvisorie si basano sulla data di scoperta e vengono assegnate dal Minor Planet Center (MPC) secondo una formula ben definita che comprende l'anno di scoperta, due lettere e, se necessario, ulteriori cifre (ad esempio 1989 AC o 2002 LM60).
Quando l'orbita di un Pianeta Minore è determinata con sufficiente precisione da permettere di prevedere la sua posizione in modo affidabile nel lontano futuro (in genere ciò avviene dopo che il Pianeta Minore è stato osservato in quattro o più opposizioni), il Pianeta Minore riceve una designazione permanente — un numero assegnato in sequenza dal Minor Planet Center, ad esempio (433), (4179) o (50000).
Quando un Pianeta Minore riceve un numero permanente, lo scopritore viene invitato a suggerire un nome. Lo scopritore ha questo privilegio per un periodo di dieci anni a partire dalla numerazione dell'oggetto. Lo scopritore redige una breve citazione in cui spiega le ragioni dell'assegnazione del nome, seguendo le linee guida dell'UAI.
Tutti i nomi proposti vengono valutati dal Gruppo di Lavoro per la Nomenclatura dei Corpi Minori (WGSBN) dell'UAI, composto da quindici astronomi professionisti con interessi di ricerca legati ai Pianeti Minori e/o alle comete provenienti da tutto il mondo.
Che ruolo ha l'Unione Astronomica Internazionale nel processo di assegnazione dei nomi?
Il Gruppo di Lavoro dell'UAI ha il compito di esaminare la proposta di nome dello scopritore e verificare che rispetti le linee guida stabilite.
Quanto tempo passa mediamente tra la scoperta e la possibilità di proporre un nome?
In media possono trascorrere circa 10 anni dalla scoperta dell'asteroide all'attribuzione di un nome permanente. Ma a volte può volerci molto più tempo.
Esistono linee guida specifiche per scegliere i nomi degli asteroidi?
I nomi non devono superare i 16 caratteri e sono tipicamente scritti come una parola unica. I nomi degli asteroidi devono essere pronunciabili in almeno una lingua riconosciuta e non devono essere offensivi. Il nome proposto non deve essere troppo simile a un nome già esistente di un Pianeta Minore o di un altro satellite naturale planetario. I nomi di animali domestici e di prodotti commerciali non sono ammessi. I nomi di persone o eventi noti principalmente per attività politiche o militari non sono idonei fino a 100 anni dopo la morte dell'individuo o il verificarsi dell'evento.
Gli scopritori hanno sempre il diritto di proporre un nome?
Sì, nella maggior parte dei casi sì. Esistono tuttavia linee guida più dettagliate per i Pianeti Minori particolari appartenenti a certi gruppi dinamici. Alcune classi o famiglie di asteroidi hanno tradizioni di denominazione: gli asteroidi troiani di Giove, ad esempio, prendono il nome da figure associate alla Guerra di Troia, mentre la famiglia dei Centauri prende il nome da centauri mitologici. Il Gruppo di Lavoro riconosce la necessità di limitare il numero di Pianeti Minori a cui viene assegnato un nome, e chiede ai singoli scopritori e ai team di non proporre più di due nomi ogni due mesi.
Può raccontarci un esempio curioso o significativo legato a una denominazione?
Una delle denominazioni più curiose fu quella di un asteroide intitolato al gatto dello scopritore James B. Gibson. Il felino, come il suo omonimo celeste, veniva descritto come "imperturbabile, logico, intelligente e con le orecchie appuntite", secondo un comunicato pubblicato nel settembre 1985 dal Minor Planet Center. (Oggi gli animali domestici sono ufficialmente sconsigliati come fonte di ispirazione per i nomi, ma questo riuscì a passare.)
Quanto conta l'aspetto culturale nella scelta dei nomi?
La cultura svolge un ruolo fondamentale e crescente nella scelta dei nomi degli asteroidi. I primi asteroidi furono denominati secondo la mitologia greco-romana (Cerere, Pallade, Giunone, Vesta). Nel tempo, le denominazioni si aprirono alle mitologie norrena, egizia, cinese, maya, indù e africana, facendo del sistema solare un autentico atlante culturale. Scienziati, compositori, scrittori e filosofi di ogni civiltà vengono onorati: esiste un asteroide chiamato Beethoven, uno Shakespeare, uno Confucio, uno Ibn Battuta. Negli ultimi decenni si è affermata una tendenza consapevole a includere nomi provenienti da culture storicamente sottorappresentate: lingue dei popoli indigeni nordamericani, tradizioni africane, culture oceaniche. Molti asteroidi portano i nomi di città, regioni o popoli, spesso legati alle origini dello scopritore, riflettendo così la sua identità culturale.
Dare un nome a un asteroide può contribuire alla divulgazione scientifica?
Il fascino del pubblico per gli oggetti astronomici è enorme. Intitolare un asteroide a una persona contribuisce ad attirare l’attenzione del pubblico sul contributo di quell'individuo alla scienza o alla società in generale. In casi specifici, aiuta anche a mettere in luce determinate leggi scientifiche scoperte da quella persona, come ad esempio le leggi di gravità di Einstein o le teorie di padre Georges Lemaître, il padre della teoria del Big Bang.
Ci sono iniziative per coinvolgere il pubblico o le scuole in questo processo?
In realtà, la responsabilità di dare un nome a un asteroide spetta allo scopritore. Non sono a conoscenza di iniziative in cui il pubblico o le scuole vengano coinvolti in questo processo.
Qual è il nome di asteroide che considera più affascinante o significativo, e perché?
Sono molto orgoglioso del nuovo asteroide che è stato appena intitolato a Papa Leone XIII. La denominazione dell'asteroide richiama l'attenzione del pubblico sul ruolo svolto da Papa Leone XIII nella rifondazione della Specola Vaticana e sul suo interesse generale per le scienze. Fu un Papa molto avanti rispetto ai suoi tempi, e sono felice che venga finalmente onorato con questa intitolazione. Poiché era il capo del Vaticano, abbiamo dovuto attendere a lungo.