Presepe e Albero di Natale in Piazza San Pietro e Presepe nell’Aula Paolo VI
L’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, insieme con l’Associazione Amici del Presepe di Atessa, la Libera Confraternita degli Artisti e il Centro Educazione Carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto, realizzerà il tradizionale presepe in Piazza San Pietro per il Natale 2026.
Il maestoso abete bianco, di circa 25 metri, che verrà innalzato nella Piazza, proverrà dal bosco di Cugno dell’Acero, nel comune di Terranova di Pollino (Potenza), mentre la Fondazione Carnevale di Viareggio (Lucca) donerà il presepe per l’Aula Paolo VI.
Per quanto riguarda il presepe proveniente da Atessa, i promotori vogliono regalare un’esperienza contemplativa nel cuore della tradizione abruzzese: un itinerario spirituale attraverso le tappe del mistero dell'Incarnazione, che unisce la verità biblica con la ricca tradizione della terra d'Abruzzo.
Il presepe, con le sue caratteristiche coperture in paglia, ricorda i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, i “Pagliarelli” o “Pinciare”, fatte di terra e paglia, semplici, ma capaci di accogliere tutto il necessario per la vita.
Tra i numerosi pastori e greggi in terracotta, che animano la rappresentazione, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, che simboleggiano una fede semplice e sincera, emerge un elemento particolare: una pecora nera. Nel presepe non evoca la sventura, ma l’essere prediletti dalla divina misericordia. Essa rappresenta l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È la pecora più fragile, quella che ha più bisogno di amore e verso cui il Buon Pastore riversa una cura speciale. La pecora nera è il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore.
Sulla sommità dell’edificio principale, il presepe è sormontato da una Torre, su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Essa richiama visivamente la biblica Migdal Eder, la “Torre del Gregge”, un luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. Completano le scenografie, animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese.
L’abete bianco che si ergerà in Piazza San Pietro sarà prelevato dal parco nazionale del Pollino, il cui comune si trova a quasi mille metri di altitudine, alle pendici del monte Calvario, nella parte più alta del fiume Sarmento.
Per il presepe nell’Aula Paolo VI, la Fondazione Carnevale di Viareggio ha ambientato la Natività nel contesto marinaro della tradizione locale, dove gli elementi del mare e della vita dei pescatori assumono valore simbolico e spirituale. Particolare rilievo viene attribuito alla figura di San Giuseppe, presentato come custode della fragilità e della luce, mentre i Re Magi, reinterpretati come pescatori, offrono doni legati al mare, evocativi della comunità, accoglienza e abbondanza.