“Sant’Ireneo di Lione, venuto dall’Oriente, ha esercitato il suo ministero episcopale in Occidente: egli è stato un ponte spirituale e teologico tra cristiani orientali e occidentali. Il suo nome, Ireneo, esprime quella pace che viene dal Signore e che riconcilia, reintegrando nell’unità”. Così Papa Francesco nel decreto per il conferimento del titolo di Dottore della Chiesa a Sant’Ireneo di Lione.
Vittore è stato il primo Papa africano della Chiesa di Roma. Durante il suo pontificato, l’imperatore Commodo sospese le persecuzioni contro i cristiani ed incontrò il Papa. In questa occasione, Vittore gli presentò un elenco di cristiani condannati ai lavori forzati nelle miniere della Sardegna. Commodo ne ordinò la liberazione, segnando il primo caso in cui l’Impero trattò ufficialmente con la Chiesa e con il Vescovo di Roma (anno 190).
Sulla vita di Emilio non ci sono notizie certe. La tradizione lo colloca come vissuto intorno al I secolo e sia stato Vescovo di Cagliari.
Sant’Emilio, che viene festeggiato oggi, potrebbe essere uno dei quattro martiri sardi che, insieme con Felice, Priamo e Feliciano, sono commemorati nel Martirologio Geronimiano. In Sardegna è venerato in diverse località, ma soprattutto a Sestu.
“Ad Alberico successe Stefano, inglese di nascita, amante appassionatissimo ed esempio fedelissimo di pietà, di povertà e di disciplina regolare. La sua vita confermò quanto sia vero ciò che è scritto: Gli occhi del Signore sui giusti, i suoi orecchi al loro grido di aiuto” (Exordium Cistercii, II).
San Giacomo della Marca, nato come Domenico Gangale, il 1º settembre 1393 a Monteprandone, nell’ascolano, trascorse la giovinezza dedicandosi agli studi. Frequentò prima le scuole di Ascoli Piceno e poi l’Università di Perugia, dove conseguì la laurea in diritto sia civile che canonico. Avviò la carriera forense esercitando la professione di notaio a Firenze e successivamente quella di giudice a Bibbiena.
I due Apostoli Simone e Giuda Taddeo vengono ricordati in un’unica festa nello stesso giorno.È possibile che il motivo sia dovuto al loro comune apostolato in Mesopotamia e in Persia, dove si diressero per annunciare il Vangelo. Non abbiamo molte notizie certe su di loro, quello che sappiamo è ciò che si trova nel Nuovo Testamento.
La celebrazione del martirio di San Giovanni Battista, nella Chiesa latina, ha origini molto antiche. Vi sono tracce già nel V secolo in Francia e nel VI secolo a Roma, ed è legata alla dedicazione di una chiesa costruita a Sebaste, in Samaria, nel luogo ritenuto il sepolcro del Precursore di Cristo.
Una donna che si è consumata di amore per la Chiesa, che ha speso tutte le sue energie per le sue membra, a cominciare dal Successore di Pietro, dai Vescovi, dai sacerdoti, fino ai consacrati e ai laici. È Caterina da Siena, proclamata da Paolo VI, nel 1970, Dottore della Chiesa, la seconda donna in assoluto, dopo Santa Teresa d’Ávila, a ricevere quel titolo.
La festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe si celebra nella domenica che segue il Natale. Il motivo è semplice: mentre a Natale si contempla la nascita del Figlio di Dio a Betlemme, circondato da Maria e Giuseppe, nella festa odierna, la Chiesa celebra la vita quotidiana della famiglia a Nazareth.
Sulpizio Severo nacque in Aquitania intorno al 350, in una famiglia di alto rango. Come molti giovani della sua epoca, intraprese inizialmente la carriera forense, considerata la via più rapida per ottenere prestigio e onori.
“Da quanto ci hanno trasmesso i padri, sappiamo che la loro passione non avvenne nell'arco di un'unica giornata, ma che il giorno in cui subì il martirio Paolo coincise con il giorno natale di Pietro: per giorno natale intendo non il giorno in cui uscì dal ventre materno tra gli uomini, ma quello in cui uscì dai vincoli del corpo nella luce degli angeli.
Marta, Maria e Lazzaro erano fratelli. Quando a Betania ospitarono il Signore, Marta lo servì con premura e Maria lo ascoltò con devozione; con le loro preghiere chiesero la risurrezione del fratello.
Per ben nove volte andò pellegrina a Santiago de Compostela e trascorse dieci anni in Terra Santa. Si fece eremita e poi oblata, divenendo un punto di riferimento spirituale per tutta la città. Si chiamava Bona. Nacque a Pisa, nel 1155, nel quartiere di Kinzica, un abitato cosmopolita, dove alloggiavano mercanti provenienti da tutto il mondo. Il padre Bernardo, mercante di origine orientale, ebbe una relazione con Berta di origine corsa, dalla quale nacque Bona. Dopo soli tre anni, il padre tornò in Oriente, lasciando la figlia con la madre, che la educò cristianamente.
Non conosciamo molto delle origini del Beato Bertoldo del Monte Carmelo. Forse nacque a Solignac nel XII secolo, altri lo indicano come nato in Lombardia. Secondo la tradizione, Bertoldo era parente di Aymeric de Malifaye, Patriarca di Antiochia (1141-1193).
Le principali informazioni sulla vita di Saturnino provengono dalla Passio Saturnini, un testo anonimo composto verso la metà del V secolo, quindi redatto all’incirca duecento anni dopo il suo martirio. In base a questo racconto, Saturnino sarebbe giunto dall’Africa e avrebbe raggiunto Tolosa intorno al 250, durante il consolato di Decio e Grato, dove fu scelto come guida della comunità cristiana locale.
Sant’Onorato è una figura centrale nella storia della Chiesa vercellese, ricordato per la sua profonda spiritualità, la dedizione al servizio ecclesiale e il legame privilegiato con due grandi santi: Eusebio e Ambrogio. Originario della comunità monastica fondata da Sant’Eusebio a Vercelli, Onorato fu suo discepolo e compagno di esilio durante le persecuzioni ariane. Questo ambiente ascetico e formativo lo preparò a un ruolo di primo piano nella vita della Chiesa.
Lidia è una Santa il cui nome non appare in nessun Martirologio ufficiale, ma che incontriamo in una celebre pagina degli Atti degli Apostoli, scritta dall’evangelista Luca.
Si adoperò per la riforma del clero, per l’amministrazione gratuita dei sacramenti, per il rispetto del precetto festivo e per la carità verso gli infermi e i sacerdoti anziani.
Il “San Paolo delle Indie”, Patrono delle missioni, grande evangelizzatore dell’Asia, uno dei primi a seguire Sant’Ignazio di Loyola, è Francisco de Jassu y Xavier, conosciuto come Francesco Saverio.
Nacque nel 1506, nel castello di Xavier vicino a Pamplona, da una nobile famiglia. Nel settembre 1525, si recò a Parigi per studiare al Collegio di Santa Barbara, dove ebbe come compagno di stanza Pierre Favre, primo sacerdote della Compagnia, al quale si aggiunse Ignazio di Loyola. All’inizio i rapporti tra Francesco e Ignazio furono conflittuali, perché Francesco voleva proseguire la carriera accademica, tanto che il Loyola lo definì: “il più duro pezzo di pasta che abbia mai dovuto impastare”. Nel 1530 diventò Magister Artium e ottenne una cattedra al Collegio di Dormans-Beauvais.
Non si hanno molte notizie certe su San Biagio di Sebaste. Quello che sappiamo si apprende dagli Atti di San Biagio, scritti in greco. Biagio aveva studiato filosofia nella sua giovinezza, era un medico a Sebaste in Armenia, sua città natale, ed era molto stimato. Quando il Vescovo della città morì, venne eletto per acclamazione di tutto il popolo, quale suo successore.
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