Una donna “forte” che, seguendo l’impulso dello Spirito, obbedì alla voce del Signore che la invitava a liberare il suo popolo e a ridonare fiducia in Lui a quanti erano nella desolazione. Laica, consacrata nella verginità, ma non all’interno di un chiostro, Giovanna d’Arco fu impegnata nei conflitti più drammatici della Chiesa e della società del tempo. Morì tragicamente, condannata come eretica, attraverso un processo farsa di puro intento politico, il cui esito era già scritto ancor prima di iniziare: morte per rogo, nella piazza del vecchio mercato di Rouen.
Un’esistenza al servizio della gioventù povera e abbandonata, per trasmettere la fede e far sperimentare la carità cristiana. È quella di San Leonardo Murialdo, nato a Torino, il 26 ottobre 1828, da una semplice famiglia. A 8 anni, fu inviato in collegio a Savona, presso i Padri Scolopi, dove rimane dal 1836 al 1843.
I Vangeli presentano Andrea, fratello di Simon Pietro, come uno dei due discepoli di Giovanni il Battista che seguirono Gesù fin dall'inizio (Gv 1, 35-39). Nacque a Betsaida, in Galilea, sulle rive del lago di Tiberiade. Come suo fratello Simone (Pietro) era pescatore. Alla ricerca di Dio, era stato discepolo del predicatore Giovanni il Battista, che lo aveva certamente battezzato. Quando Giovanni Battista indicò Gesù come “L'Agnello di Dio”, (Gv 1,29-40), sulle rive del Giordano, immediatamente seguì il Maestro e non lo lasciò più.
Germano fu nominato Vescovo di Capua attorno al 519, ma prima di questa data la sua figura resta avvolta nell’oscurità. Le uniche informazioni sulle sue origini provengono da una fonte agiografica del IX secolo, considerata tardiva e poco affidabile. Secondo questa narrazione, Germano nacque a Capua tra il 470 e il 480, da genitori di alto rango sociale, Amanzio e Giuliana. Dopo la morte del padre, decise — con il consenso della madre — di vendere i beni di famiglia per dedicarsi pienamente alla vita ascetica e allo studio delle Scritture. Alla morte del Vescovo Alessandro, la comunità capuana lo elesse come successore, e solo dopo molte insistenze egli accettò l'incarico.
Di San Silvestro non possediamo informazioni certe fino alla sua elezione alla Cattedra di Pietro nel 314, anno in cui succedette a Papa Milziade. Secondo il Liber Pontificalis, era figlio di un certo Rufino romano. Secondo alcune tradizioni, avrebbe professato apertamente la fede già sotto l’imperatore Diocleziano, fatto che ciò potrebbe aver favorito la sua scelta come guida della comunità cristiana.
“Non dimenticate mai queste tre cose: devozione al Santissimo Sacramento, devozione a Maria Ausiliatrice e devozione al Santo Padre!”. Così diceva Don Giovanni Bosco ai suoi compagni nel suo ultimo periodo.
Analfabeta, semplice e umile frate di San Francesco, chiedeva la carità ai ricchi per dispensarla ai poveri. Così, per quaranta anni attraversò le strade del suo paese per annunciare con la parola e con l’esempio il Vangelo.
Non sappiamo molto di Santa Balbina, che riposa nell’omonima Basilica romana costruita in suo onore nel IV secolo nel piccolo Aventino, nel rione di San Saba. Secondo la Passio Alexandri(VI secolo) e la Passio Balbiniae et Hermetis, Balbina era figlia del tribuno Quirino.
È ricordato non solo per il suo martirio, ma anche per la fermezza nella fede, la forza davanti alle persecuzioni e la dedizione alla diffusione del cristianesimo. È San Quintino, originario di Roma e vissuto nel III secolo. Vi sono poche notizi certe su di lui. Si racconta che fosse figlio di un influente senatore di nome Zeno e che, una volta abbracciata la fede cristiana, intraprese un'opera missionaria che lo condusse fino in Gallia, insieme a San Luciano di Beauvais.
È l’ultimo dei Padri latini della Chiesa e ha il merito di aver guidato la società della penisola iberica, un centro di cultura e di apprendimento, cercando di unificare gli abitanti romani cattolici con i goti ariani.
Santa Barbara, martire del III secolo, è Patrona del Corpo dei Vigili del Fuoco. La sua memoria liturgica ricorre il 4 dicembre, mentre il suo culto si diffuse già a partire dal VII secolo, periodo in cui apparvero i primi Acta del suo martirio.
Di aspetto fragile, con una corporatura segnata e lineamenti irregolari, Giovanna di Valois non riuscì mai a ottenere dal padre, Luigi XI, re di Francia, quell’accoglienza che il suo carattere aperto e generoso avrebbe meritato.
Il mercoledì della Settimana Santa del 1301, meditando sulla morte del Figlio di Dio, sentì dentro di sé queste parole: “Io non ti ho amata per scherzo”. È la frase che più di ogni altra identifica Sant’Angela da Foligno, la mistica francescana che, Papa Francesco, il 9 ottobre 2013, ha canonizzato per equipollenza.
È considerato uno dei promotori dell’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento e uno dei Santi eucaristici per eccellenza. È San Francesco Caracciolo, al secolo Ascanio, nato da Ferrante, della nobile famiglia Caracciolo, e da Isabella, a Villa Santa Maria (Chieti), il 13 ottobre 1563. Educato secondo il suo rango, a 22 anni, venne colpito da una forma di elefantiasi. Promise a Dio che se fosse stato guarito sarebbe diventato sacerdote.
Isabella d'Aragona, regina del Portogallo, si distinse per il suo impegno nel promuovere la pace tra i sovrani e per la generosità verso i poveri. Dopo la morte del marito, il re Dionigi, decise di consacrare la propria vita a Dio entrando a far parte del Terz’Ordine di Santa Chiara, nel convento di Coimbra che lei stessa aveva fondato.
La tradizione narra che Floriano nacque nella seconda metà del III secolo, a Zeiselmauer, vicino Vienna. Venne battezzato ed educato cristianamente. Dopo alcuni anni di servizio come ufficiale nell’esercito romano, fu nominato capo della cancelleria del governatore imperiale a Lauriacum, l’attuale Lorch presso Enns in Alta Austria.
Nacque, il 3 ottobre 1458, nel Wawel, il castello reale di Cracovia, dalla nobile famiglia degli Jagelloni. Figlio di Casimiro IV, re di Polonia, venne educato religiosamente dalla madre Elisabetta d’Austria.
Nel 1471 i notabili avversi al monarca Mattia Corvino gli offrirono il titolo di re d’Ungheria, ma quando venne a conoscenza della contrarietà di Sisto IV, rinunciò al trono.
Un rampollo di nobile famiglia: a dodici anni era già abate commendatario e a ventidue Cardinale, proiettato verso una rapida e luminosa carriera ecclesiastica. Nipote di un Papa, con il tempo divenne un pastore formidabile, esemplare, uno zelante predicatore, promotore dell’attuazione dei decreti del Concilio di Trento. È San Carlo Borromeo, che non si risparmiò fatiche e avversità per riformare la Chiesa, sia nel clero e nei religiosi, sia liberandola dai poteri esterni che attentavano alla sua integrità. Per questo suo zelo subì calunnie, umiliazioni e anche un attentato, con un colpo di archibugio alle spalle mentre stava in preghiera, e dal quale uscì illeso.
Un giorno, il giovane Francesco era a cavallo per la campagna nei dintorni di Assisi, quando incrociò un lebbroso sul suo cammino. Normalmente, aveva un terrore non indifferente verso i lebbrosi, non si avvicinava alle loro case e si rifiutava di guardarli. Se ne incontrava uno per strada, girava la testa dall’altra parte e si chiudeva il naso con le dita per non sentire il cattivo odore che emanavano. Ma quel giorno, non fu uno qualsiasi. Scese da cavallo e diede al lebbroso una moneta d'argento baciandogli la mano. Poi, proseguì il suo cammino. Pochi giorni dopo, con in tasca del denaro, andò a visitare i lebbrosi dell’ospizio. Li riunì e iniziò a distribuire elemosine, baciando a ognuno la mano. Aveva vinto se stesso, e da quel momento non ebbe più timore dei lebbrosi e li servì umilmente.
Secondo un’antica tradizione, durante il pontificato di Papa Liberio (352-366), un nobile romano di nome Giovanni e sua moglie, non avendo figli, decisero di donare i loro beni alla Vergine Maria per far costruire una chiesa a lei dedicata. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto dell’anno 352, entrambi ebbero in sogno l’apparizione della Madonna, che li informava che avrebbe indicato con un segno miracoloso il luogo dove costruire il Santuario.
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