Seleziona la tua lingua

8 gennaio: San Severino, abate

L’Apostolo del Norico

San Severino del Norico, nato intorno al 410, è una figura centrale del cristianesimo tardoantico. Riconosciuto santo sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa, dedicò la sua vita all’evangelizzazione della provincia romana del Norico, nell’attuale Austria, dove fondò numerose comunità monastiche. Il territorio da lui frequentato più assiduamente fu la pianura danubiana, tra Carnuntum e l’area di Passavia, attuale Passau.

Quasi tutto ciò che oggi si conosce non solo sulla vita di Severino, ma anche sulla storia del Norico nel V secolo, proviene da un’unica fonte: la Vita Sancti Severini, redatta nel 511 da Eugippio, suo discepolo e abate del monastero di Favianis.

Delle origini e della giovinezza di Severino si sa ben poco. Dopo la morte di Attila nel 453, egli si spostò dalla Pannonia verso il Norico, in un’epoca segnata dal collasso delle istituzioni imperiali e dalla violenza delle grandi migrazioni barbariche. Percorrendo i confini danubiani e sostando presso vari accampamenti romani, Severino divenne guida spirituale e morale per una popolazione provata da carestie, insicurezza e continue incursioni. A Favianis fondò il suo primo monastero, che divenne presto un centro di riferimento per l’intera area.

Dotato di grande senso pratico oltre che di profonda spiritualità, Severino si impegnò concretamente per alleviare le sofferenze della gente: favorì il ripristino di forme minime di legalità, organizzò la distribuzione di cibo e vestiti e intervenne presso i sovrani germanici per ottenere la liberazione di prigionieri romani. Tra il 469 e il 470 riuscì, ad esempio, a convincere il re alamanno Gibuld a rilasciare alcuni soldati catturati. Preoccupato per la sicurezza delle comunità più esposte, promosse l’evacuazione degli avamposti del Danubio superiore e consigliò ai coloni romani di rifugiarsi a Favianis, zona relativamente protetta dai Rugi, con la cui élite Severino sembra aver intrattenuto rapporti diretti. In un secondo momento, valutando l’instabilità crescente, incoraggiò il rientro di molti Romani in Italia.

La sua autorità morale e i legami con figure politiche di rilievo, come Odoacre, re degli Eruli e futuro sovrano dell’Impero romano d’Occidente, gli garantirono protezione durante i circa trent’anni della sua missione, svolta tra Vienna e Passau. Nel corso di questo periodo fondò chiese e altri monasteri, tra cui quelli di Boitro e Favianis.

Severino morì l’8 gennaio 482 a Favianis (l’odierna Mautern, vicino al Danubio), lasciando un’eredità spirituale profonda. Alcuni anni dopo, quando i Romani furono costretti ad abbandonare definitivamente il Norico, i monaci trasferirono le sue spoglie a Lucullanum, nei pressi di Napoli, dove sorse una grande abbazia a lui dedicata. Oggi le sue reliquie sono conservate in una teca nella chiesa di Frattamaggiore. San Severino è venerato come patrono della Baviera e dell’Austria ed è ricordato anche nell’Italia meridionale, in particolare a Napoli, come esempio di fede, carità e impegno in uno dei periodi più difficili della storia europea.

Seleziona la tua lingua