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Santo del Giorno

Santo del giorno

21 aprile: Sant’Anselmo d’Aosta, Dottore della Chiesa

Padre della Scolastica

Monaco Benedettino, poi Abate e Arcivescovo di Canterbury, insigne teologo, tanto da essere proclamato Dottore della Chiesa. È Sant’Anselmo d’Aosta, la cui più celebre opera è il Proslogion (Colloquio), nota per l’argomento ontologico sull’esistenza di Dio. Nato ad Aosta nel 1033 circa, fu educato umanamente e religiosamente dalla madre, che poi l’affidò per la formazione ai Benedettini di un priorato di Aosta.

20 aprile: Sant’Agnese da Montepulciano

Al servizio della pace in nome di Cristo

La fonte biografica più certa di Sant’Agnese Segni è la Legenda, scritta nel 1366 dal domenicano Beato Raimondo da Capua, il quale visse per quattro anni a Montepulciano, come rettore del monastero fondato dalla Santa. Poté raccogliere le testimonianze di alcune consorelle e di molte persone che l’avevano conosciuta. Consultò anche i documenti dell’archivio del monastero.

19 aprile: Sant’Emma di Lesum (di Sassonia)

Una nobile piena di carità verso i poveri

Emma era figlia del nobile conte sassone Immed IV e di Adela di Hamaland. Nata nel 982 in Sassonia, sposò Liudger, figlio del duca di Sassonia Hermann Billung. Nel 1001, l’imperatore Ottone III donò ai due sposi il Palazzo reale di Stiepel.

18 aprile: Beata Savina Petrilli

Una vita per gli esclusi

Al servizio delle orfane, delle giovani bisognose e dei poveri, per le quali fondò la Congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena.

Savina nacque a Siena, il 29 agosto 1851, da Celso e Matilde Vetturini.

17 aprile: San Roberto di Molesme, Abate

Il fondatore dell’Ordine Cistercense

È annoverato tra i fondatori dell’Ordine Cistercense, di grande devozione mariana, promosse il ritorno a una vita monastica semplice e austera. È San Roberto di Molesme, nato a Troyes, in Champagne, nel 1028 o 1029, da una nobile famiglia. I suoi genitori si chiamavano Thierry ed Ermengarde, dei conti di Tonnare del ramo di Maligny.

16 aprile: San Benedetto Giuseppe Labre

Il mendicante e vagabondo di Dio 

Nella nostra epoca sarebbe stato definito un globetrotter, perché amava visitare a piedi i principali Santuari d’Europa: da Santiago di Compostela a Loreto, da Roma al Gargano. In meno di quindici anni, si calcola che abbia percorso migliaia di chilometri, fino a quando, non si fermò a Roma. È San Giuseppe Benedetto Labre, conosciuto come il mendicante o il vagabondo di Dio. All’inizio aveva trovato rifugio sotto un arco del Colosseo e la gente gli portava l’elemosina, che lui regolarmente riusciva a distribuire a chi considerava più povero di lui. Poi, trovò un posto nei pressi della Basilica dei Santi Silvestro e Martino, nel rione Monti.

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