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Santo del Giorno

Santo del giorno

23 maggio: San Giovanni Battista de’ Rossi

Carità verso i poveri e annuncio del Vangelo 

Visitava i malati negli ospedali romani, si occupava di un asilo notturno per i bisognosi, si dedicava ad ascoltare i penitenti, che affollavano il suo confessionale. È Giovanni Battista de' Rossi, nato, il 22 febbraio 1698, a Voltaggio (Genova). A tredici anni circa, si trasferì a Roma da un cugino sacerdote, che era canonico in Santa Maria in Cosmedin, per studiare lettere e filosofia nel Collegio Romano.

22 maggio: Santa Rita da Cascia

Donna del dialogo e della pace 

Sposa, madre, vedova, monaca. È l’itinerario umano che condusse Rita a diventare Santa. È tra le donne più conosciute al mondo. Sicuramente, tra le più amate e invocate nella comunità ecclesiale dopo la Vergine Maria. Un esempio di fede incrollabile in Dio, un amore appassionato, tanto da condividere con Cristo, per ben 15 anni, una spina della sua corona.  

21 maggio: San Cristoforo Magallanes e 24 compagni martiri

Pastore fino al sacrificio della vita

La Chiesa in Messico ha dovuto superare una prova terribile, quella della persecuzione e dell’emarginazione. Con la legge del 1917, chiamata Costituzione Politica degli Stati Uniti del Messico, ispirata a un odio antireligioso e anticlericale, le vessazioni contro i cristiani incrementarono. Pio XI, dedicò l’Enciclica Iniquis Afflictisque, contro le persecuzioni ai danni della Chiesa in Messico, usando toni anche impetuosi, attribuendo alla “superbia” e alla “demenza” l’intento “di potere scalzare e sgretolare la casa del Signore”.

20 maggio: San Bernardino da Siena

L’Apostolo del Nome di Gesù 

Percorse l’Italia del suo tempo, predicando e richiamando alla conversione, alla pacificazione e al ritorno a Dio. Fu un apostolo della devozione al nome di Gesù, che coniò nel trigramma “IHS”, inserito all’interno di un sole con dodici raggi. È Bernardino da Siena, Frate Minore dell’Osservanza, che cercò di ricondurre, prima, i suoi concittadini all’amicizia con Dio e, poi, la gente che si affollava per ascoltare le sue prediche in tutta la Penisola.

19 maggio: Crispino da Viterbo, Frate Minore Cappuccino

Il questuante di Dio 

“La potenza di Dio ci crea, la sapienza ci governa, la misericordia ci salva”. Così ripeteva a chi incontrava fra Crispino da Viterbo. Semplice fratello laico dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, assegnato alla questua, al servizio dei malati e ad occuparsi dell’orto del convento, fra Crispino (Pietro) Fioretti nacque a Viterbo, il 13 novembre 1668. Suo padre, Ubaldo Fioretti, aveva sposato Marzia, già vedova con una figlia. Ben presto, Crispino rimase orfano di padre, e di lui si occupò suo zio Francesco, il quale lo mandò a frequentare la scuola retta dai Gesuiti. Crispino lavorava anche come apprendista calzolaio nella bottega dello zio.

18 maggio: San Felice da Cantalice, Frate Minore Cappuccino

Il “frate Deo gratias” 

Era chiamato il “frate Deo gratias”, perché così salutava la gente che incontrava. Per quaranta anni, infatti, girò per le strade di Roma per chiedere l’elemosina, approfittando per dare consigli spirituali a popolani e ad aristocratici. È San Felice Porro, conosciuto come Felice da Cantalice, per il nome della località, dove nacque in provincia di Rieti, nel 1515. Da piccolo si trasferì a Cittaducale, per servire in una famiglia come pastore e contadino. Si dedicò alla lettura delle Vite dei Padri e si rafforzò in lui il desiderio di condurre un’esistenza austera.  

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